SONO STATE PORTATE IN LABORATORIO DA ALTROCONSUMO 25 MARCHE DI PASSATA DI POMODORO. I RISULTATI DELLE ANALISI LASCIANO PERPLESSI CONSIDERANDO CHE PARLIAMO DI UN PRODOTTO REGINA DEL NOSTRO PAESE
Come dire di no al classico piatto di pasta al sugo, o alla pizza come pasto salutare veloce? In Italia è quasi impossibile ed è per questo che ci affidiamo ancora una volta ad Altroconsumo per verificare la qualità di uno dei prodotti più usati nella nostra nazione, la passata di pomodoro.
Il pomodoro è stato negli ultimi periodi, tra i prodotti più “indagati” a causa delle sempre più frequenti importazioni di questo alimento, dagli i paesi esteri.
Una precisazione degna di nota è quella che la passata di pomodoro non è fine a se stessa, ma è anche l’ingrediente base di moltissime ricette, quindi quando compreremo ad esempio delle zuppe, dei vegetali surgelati con salsa aromatizzata al pomodoro, qualsiasi altro prodotto aromatizzato al pomodoro, che sia in scatola, surgelato o liofilizzato, potremmo ritrovarci a che fare con le stesse aziende de produttrici che stiamo qui per analizzare.
PASSATE IN LABORATORIO
Torniamo al test attraverso il quale sono state portate in laboratorio 25 marche di passata di pomodoro, sia nella versione classica, sia nella versione rustica, i risultati delle analisi non lasciano pienamente soddisfatti. (Il test è prevalentemente vecchio , troviamo l’articolo di riferimento datato al 2009).
Non avendo trovato online altri articoli che attestino misure risolutive riguardo lo stato igienico da parte di determinate aziende, riportiamo i risultati di allora, ritenendo la questione, ad ogni modo, contemporanea.
La qualità di un prodotto che fa da regina nella nostra tavola è poco più che discreto.
Il test è stato effettuato tenendo in considerazione i seguenti criteri :
il livello di maturazione dei pomodori,
la presenza di residui,
i difetti della grana( bucce semi, muffe piccioli,)
la presenza di acqua aggiunta il che è vietata,
l’igiene
PELI DI RODITORE E ACQUA AGGIUNTA
Un criterio adoperato maggiormente durante la fase di analisi, è quello del rilevamento dei corpi estranei.
Tale esame permette di verificare la presenza microscopica di frammenti di insetti o di altri materiali di natura organica presenti nelle conserve, questo serve a valutare se lo stato igienico del prodotto è ottimale o meno. Queste presenze solitamente non sono visibili ad occhio nudo.
Tre passate non superano la prova, (attenzione!, nella fonte non sono citate esplicitamente queste 3 marche e quindi non possiamo riservarci il diritto di citare nomi a caso, non avendoli trovati appunto nella descrizione della fonte. Per questo ci limitiamo a riportarvi la lista delle marche testate e uno screen del test ufficiale dove potete confrontare caratteristiche e fare deduzioni, sullo stato igienico e altro.
Acqua aggiunta
Un altro esame che ha rilevato un prodotto non conforme, è quello dell’acqua aggiunta.
Per legge è vietato aggiungere acqua alle conserve, per arginare il pericolo che siano fatte con pomodoro concentrato ricostituito, magari cinese.
Le marche che furono coinvolte nel test sono:
Auchan
Ca’ Dell’orto
Carrefour
Cirio
Conad
Coop
DeCecco
Divella
Esselunga
La Doria
Mutti
Pam
Pomì
Santa Rosa
Sapore Vero
Star
Valfrutta
IL PREZZO NON SINONIMO DI QUALITÀ
Ancora una volta dobbiamo provare che il prezzo non è sinonimo di qualità, proprio perché le marche che risultano qualitativamente migliori e senza le pecche elencate, non sono quelle che troviamo nei magnifici spot pubblicitari o che hanno un’etichetta fantastica..
fonte: madeinitalys.com