Estratto il corpo di una donna: è la settima vittima della valanga
Sale a sette il bilancio ufficiale della valanga che si è abbattuta sull'hotel Rigopiano: i vigili del fuoco hanno infatti individuato ed estratto poco fa da ciò che resta della struttura il corpo di una donna. Il cadavere era in uno stanzino vicino alla zona della cucina e del bar. Si sta invece ancora lavorando per liberare il corpo della sesta vittima, individuata nella giornata di ieri.
Il procuratore: “Ritardi dei soccorsi non decisivi”. Ipotesi disastro e omicidio colposo
"Tutti i ritardi, i fraintendimenti, le incongruenze e i problemi nella comunicazione che sono avvenuti nel post-valanga hanno avuto una rilevanza causale non epocale, provocando ritardi che verosimilmente sono di circa un'ora". Lo ha detto in conferenza stampa a Pescara, il procuratore Cristina Tedeschini, titolare dell' inchiesta, insieme al pm Andrea Papalia, sul disastro dell'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). "Considerando tutta la tempistica alla quale abbiamo assistito nell'arrivo dei soccorsi – ha aggiunto Tedeschini – possiamo constatare che l'incidenza del ritardo, torno a dire sul piano causale, non è di particolare rilievo". Tra i filoni dell'inchiesta sulla tragedia del Rigopiano figurano anche quelli "relativi a circostanze e decisioni sull'apertura e lo stato di esercizio dell'hotel e sulla viabilità di accesso all'esercizio". L'indagine è per disastro colposo e omicidio plurimo.
L'indagine sul disastro che ha colpito l'hotel Rigopiano si focalizzerà anche sul "il tema delle comunicazioni telefoniche, via whatsapp e scritte" in entrata e in uscita dall'albergo, ha spiegato Cristina Tedeschini. "Ci sono state interferenze nelle comunicazioni, inefficacia nei flussi comunicativi, ma al momento non tutto appare rilevante ai fini dell'indagine" ha voluto sottolineare il pm. "Che ci siano state disfunzioni e ritardi nel recepire l'importanza di una comunicazione telefonica è un fatto ma che questa sottovalutazione abbia avuto una relazione causale nell'efficacia delle operazioni di soccorso non è così certo" ha sottolineato il procuratore che ha poi argomentato ancor più chiaramente quest'ultimo aspetto: "Considerando tutta la tempistica alla quale abbiamo assistito nell'arrivo dei soccorsi possiamo constatare che l'incidenza del ritardo, torno a dire sul piano causale, non è di particolare rilievo".
Se dalle indagini "dovesse emergere che era stata ordinata l'evacuazione e questo ordine non è stato dato da chi avrebbe dovuto darlo allora si potrebbe parlare di responsabilità penale" ha detto la Tedeschini ai giornalisti puntualizzando che, di tutte le possibili valutazioni di responsabilità, il suo compito è proprio quello di rilevare l'eventuale aspetto penale".
Secondo quanto risulta al pm, il rischio molto elevato di valanga era stato comunicato da Meteomont "tre-quattro giorni prima" rispetto al giorno della tragedia che ha sconvolto il Rigopiano. Tutti i soggetti istituzionali avevano dunque ricevuto la comunicazione.
Si è discusso molto anche della posizione dell'albergo e della sua possibile pericolosità: "L'albergo doveva stare lì? Inevitabilmente la risposta farà parte delle carte dell'inchiesta, ci sarà una risposta della procura della Repubblica. La mia opinione come cittadina non conta niente" ha ammesso il pm. Anche la vicenda edilizia, dunque, verrà esaminata: "Se c'è stata una pratica di ampliamento successiva alla prima io lo saprò. Se questa pratica è stata importante ai fini di quello che è successo io lo saprò".

fonte: fanpage.it