Hélène, una francese di 23 anni convertitasi nell’agosto 2014, è riuscita a fuggire dai feudi siriani dello Stato islamico in cui era partita oltre un anno fa, dopo aver peregrinato circa due mesi alla ricerca di una scappatoia.
La vicenda personale dela ragazza, originaria di Lione, che gli inquirenti descrivono come “molto influenzabile”, è particolarmente drammatica: si è sposata più volte con degli uomini che via via morivano nella jihad.
Una settimana fa, è finalmente tornata in Francia, incinta, dopo una lunga fuga resa possibile grazie all’aiuto dei curdi.
Fermata dalla polizia, è stata subito rilasciata, mentre sembra che i genitori pur di riaverla a casa sana e salva hanno spesso circa seimila euro.
La vicenda ricorda da vicino quella di Meriem Rehaily, la ragazza di 19 anni residente nel padovano scomparsa nel nulla lo scorso luglio per unirsi all’Isis, la quale nei giorni scorsi, secondo una telefonata intercettata dai carabinieri del Ros, ha chiamato al cellulare un familiare, chiedendo aiuto: “Mi sono pentita, voglio tornare”.
Il padre della giovane, quando è emersa la vicenda della telefonata, ha fatto sapere di non voler lanciare alcun appello e che spera che il silenzio possa agevolare il rientro della figlia.