GLI ITALIANI TEMONO IL VACCINO PIÙ DELL'INFLUENZA: CROLLANO LE VENDITE
Altro che febbrone e mal di ossa, quest'anno a far paura è il vaccino anti-influenzale. Di certo non per l’ago della siringa. Ma per i timori scatenati dopo il ritiro di migliaia di dosi dal mercato.
A nulla sono serviti gli appelli e le rassicurazioni del ministro alla sanità, Renato Balduzzi, sulla validità del siero in commercio: gli italiani non ne vogliono sapere. Si tratta infatti di una vera e propria fuga dal vaccino, ben evidente sia sugli scaffali delle farmacie che negli studi medici. «Stiamo assistendo a un drastico calo di richieste da parte dei pazienti - lancia l’allarme Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale - di questi tempi, negli anni passati, la campagna era già ben avviata. Temo che chiuderemo il 31 dicembre con un meno 30% di copertura tra le persone più deboli. Sarà difficile rimediare. E' chiaro che il rischio varia da paziente a paziente: i casi di mortalità sono legati a gravi patologie ma in generale assisteremo a una maggiore diffusione della pandemia, con più assenze dal lavoro. Potremmo incorrere addirittura nella superpandemia: una diffusione dell'influenza con numeri eccezionali. Si tratta di un evento che capita periodicamente, circa ogni dieci anni: manca da prima del 2000 anche grazie alla crescita delle campagne di vaccinazione e quindi potrebbe arrivare quest'anno, approfittando del calo di attenzione».
È la psicosi anti-vaccino infatti a mettere in ombra la profilassi ministeriale anti-influenza. Una mancanza di fiducia che, di fatto, cambia anche il rapporto medico-paziente: «Tocca a noi chiamare uno ad uno i pazienti a rischio per convincerli a vaccinarsi – spiega Pierluigi Bartoletti, della Fimmg Lazio – l'anno scorso di questi tempi c'era la fila. Nel Lazio registro un calo fino al 50%. E' evidente allora che oggi i pazienti temono più il vaccino che l'influenza».
Anche da Federfarma arriva la conferma sul netto calo nelle vendite: «Stiamo ancora raccogliendo i dati dalle farmacie - spiega la presidente Annarosa Racca - ma possiamo già dare per certa l'assoluta mancanza di richiesta da parte dei pazienti».
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