Il motivo stava nel voler rappresentare la bellezza seguendo delle precisissime regole di proporzione studiate matematicamente con lo scopo di creare armonia. Dunque il piede di Venere non è un difetto, ma un particolare che crea armonia a tutta l’opera. Inoltre, la raffigurazione del piede ancestrale in cui il secondo dito (detto anche illice o melluce) è rappresentato più lungo, contraddistingue quelle raffigurazioni maschili o femminili a cui si voleva dare il significato di Origine, cioè da cui tutto nasce.
Ecco che chi ha un piede come quello della dea può ben credere di avere il piede perfetto. Secondo il dottor Dudley Morton, ortopedico statunitense dei primi del Novecento, avere il secondo dito più lungo era un retaggio degli uomini primitivi, utile per passare da un albero all’altro. Per quanto riguarda la salute, questo dettaglio del piede potrebbe causare dei fastidi a causa del diverso bilanciamento del peso sul piede, ma non si tratta di nulla di grave, solo di un piccolissimo disturbo sopportabile, soprattutto per avere un piede come quello della dea della bellezza.

fonte: pandapazzo.com