Ventinove vittime e undici sopravvissuti: non c'è più nessuno da salvare all'hotel di Rigopiano, spazzato via dalla valanga che lo scorso mercoledì si è staccata dalla parete del monte Siella. Ieri sono stati estratti gli ultimi cadaveri. I soccorritori hanno fatto di tutto per cercare di salvare quante più vite umane lavorando incessantemente giorno e notte per una settimana, ma la neve e le macerie hanno avuto la meglio sulle vittime. Il primo corpo a essere identificato è stato quello di Alessandro Giancaterino, 42 anni, che al Rigopiano lavorava come capocameriere. Gabriele D’Angelo, 30 anni, era cameriere al resort. ''Sul suo corpo - ha spiegato il medico legale di parte della famiglia, Domenico Angelucci - non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato''. Gabriele era anche volontario della Croce rossa di Penne. Alessandro Riccetti aveva 33 anni e ha avuto l’ultimo contatto telefonico con la madre poco prima che la slavina colpisse l’hotel. Erano andati in vacanza con il loro figlio più piccolo Sebastiano Di Carlo, 49 anni, e Nadia Acconciamessa, 47 anni. Il loro bambino, Edoardo, di 8 anni, è stato uno dei primi estratti vivi dopo oltre 40 ore sotto le macerie e la neve.
Stefano Feniello, 28enne originario di Valva (Salerno), è stato riconosciuto da un tatuaggio. A fare l’identificazione è stato il padre, incredulo perché all’inizio il nome del figlio figurava nella lista dei sopravvissuti. Il ragazzo era al Rigopiano per festeggiare il suo compleanno e i cinque anni insieme alla sua ragazza Francesca Bronzi, superstite. Roberto Del Rosso, 53 anni, il proprietario dell'hotel distrutto dalla valanga. Sono stati identificati anche i corpi di Marco Vagnarelli e Paola Tomassini. Erano di Castignano (Ascoli Piceno) ed erano al Rigopiano per una vacanza di due giorni. Linda Salzetta, 31 anni, doveva sposarsi a maggio. Lavorava al centro benessere del Rigopiano. Dopo giorni di lavoro passati a scavare giorno e notte, i soccorritori hanno estratto anche i corpi di Piero di Pietro, 54 anni, e della moglie Barbara Nobilio, 51, originaria di Roma. Sarebbero dovuti stare al Rigopiano soltanto una notte - insieme agli amici Sebastiano e Nadia Di Carlo, morti anche loro sotto la slavina - perché poi dovevano andare a Roma per la laurea di una delle loro figlie.
Identificato anche Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco (Macerata), il «volto» dell’Hotel Rigopiano. Da quattro anni era l’addetto alla reception. Era di Archi (Chieti), in Val di Sangro, la cuoca dell’Hotel Rigopiano: Ilaria Di Biase, 22 anni, era da tre anni impegnata nell’attività di cuoca e aveva vinto la selezione per prestare servizio in hotel. Luana Biferi, di Bisenti (Teramo) lavorava nello staff dell’hotel Rigopiano. La vacanza nel resort di lusso era stata il dono di alcuni amici: Claudio Baldini, di Atri (Teramo), ne era così entusiasta che ha riempito il suo profilo Facebook di selfie scattati nella struttura assieme alla moglie Sara Angelozzi.
Trent’anni, senegalese, in Italia dal 2012: c’era anche Faye Dame nell’hotel Rigopiano al momento della valanga. Faye aveva lo status di rifugiato. Il pilota di Ryanair Marco Tanda, 25enne originario di Macerata, residente a Roma, era arrivato il giorno della valanga al Rigopiano assieme alla compagna Jessica Tinari, 24, di Lanciano. Marinella Colangeli era di Farindola e gestiva la Spa da anni. Insieme a lei, da poco tempo, lavorava Cecilia Martella, ancora non identificata.
Gli ultimi 18 corpi senza vita sono estratti tra martedì e mercoledì dopo averli individuati tutti in un unico ambiente a inizio settimana. L’ambiente dove sono stati ritrovati era quello del bar e i vigili del fuoco c’erano riusciti ad arrivare passando attraverso le cucine che erano rimaste intatte. "Abbiamo i risultati delle prime sei autopsie: - ha detto il procuratore aggiunto di Pescara, Cristina Tedeschini - molti morti per schiacciamento, altri per varie concause concorrenti: schiacciamento, asfissia, ipotermia. Nessuno, a quanto ci risulta, morto per solo assideramento".

fonte: caffeinamagazine.it