Olindo Romano e Rosa Bazzi rimettono piede in un'aula di Tribunale. Non succedeva da oltre sei anni, da quel maggio 2011 in cui la Corte di Cassazione fece calare il sipario sul processo per la strage di Erba, condannando i due all'ergastolo: furono uccisi Raffaella Castagna, suo figlio di due anni Youssef, la madre della donna, Paola Galli e Valeria Cherubini, una vicina di casa. Rimase gravemente ferito Mario Frigerio, marito della Cherubini, che nel processo rappresentò il principale teste d'accusa. Oggi al palazzo di Giustizia di Brescia si è tenuta la prima udienza per la richiesta di incidente probatorio su alcuni reperti trovati sul luogo del delitto e mai analizzati. Recentemente sono stati nominati i periti incaricati di esaminare reperti mai analizzati sul luogo della strage. Il presidente della Corte d'appello di Brescia ha disposto l'incidente probatorio su tutti o parte dei reperti che i difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi chiedono siano presi in considerazione: formazioni pilifere, un accendino, un mazzo di chiavi mai analizzati.
Si tratta di elementi che potrebbero clamorosamente riaprire tutto e portare a una richiesta di revisione del processo. Fabio Schembri, uno dei legali dei coniugi, afferma che i due sono "moderatamente fiduciosi". Come detto nella strage di Erba morirono 4 persone: Raffaella Castagna e il figlio Youssef, di due anni, Paola Galli, mamma di Raffaella, e la vicina di casa Valeria Cherubini. Mario Frigerio, marito della Cherubini, fu accoltellato alla gola ma riuscì a sopravvivere, diventando il grande accusatore di Olindo e Rosa. Dopo la mattanza gli assassini appiccarono un incendio. I due coniugi hanno prima confessato, poi ritrattato. "Sulla scena del delitto non c'erano tracce dei Romano, mentre ne furono trovate di altre persone", ha ricordato l'avvocato Schembri. (Continua a leggere dopo le foto)


Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime della strage, vuole essere presente in aula, se dovesse proseguire l'udienza per l'incidente probatorio su reperti mai analizzati nella stessa strage. Lo ha detto il suo avvocato, Luca D'Auria, prima dell'udienza davanti ai giudici della Corte d'appello di Brescia. "Azouz Marzouk potrebbe chiedere di venire per ragioni di giustizia" ha spiegato D'Auria, dal momento che l'uomo è stato espulso in Tunisia dopo aver patteggiato una pena per spaccio di droga. In alcune interviste degli ultimi mesi, Marzouk aveva espresso dei dubbi sulla colpevolezza dei coniugi Romano.