I MEDICI NON SOCCORRONO IL SUO COMPAGNO AL PRONTO SOCCORSO: ''VI METTO SU YOUTUBE''
Ha fatto irruzione nel pronto soccorso dell'Ospedale diFerrara, mentre i medici stavano rianimando un ragazzo in fin di vita dopo un grave incidente, e ha minacciato i medici con il cellulare in mano dicendo che avrebbe filmato tutto e messo le immagini su YouTube per la lentezza del servizio, poichè era in attesa con il compagno, paziente cardiopatico che aveva già fatto esami e attendeva il ricovero.
Rischia la denuncia la donna protagonista dell' episodio, riportato dalla 'Nuova Ferrara'. I primi atti dell'inchiesta per interruzione di pubblico servizio aperta dalla polizia dell'ospedale Sant'Anna di Cona sono già in procura: riguardano la segnalazione presentata dal responsabile del Pronto soccorso ferrarese, Luciano Ricci, per il fatto accaduto la notte tra domenica e lunedì.
La donna ha, di fatto, interrotto i medici, il 'trauma team' al lavoro: cinque sanitari che in quel momento all'una di notte stavano rianimando da oltre un'ora, tentando disperatamente di salvarlo, Denis Magni, ragazzo 25enne di Copparo, morto poco dopo tra le loro mani, mentre l'amico Giacomo Querzola era già deceduto sul colpo in un incidente stradale.
L'esasperazione della donna non è stata ritenuta una attenuante, poichè quando è stata informata dai medici su ciò che stavano facendo (rianimando il ragazzo e dopo la sua morte informare i parenti) i sanitari si sono sentiti rispondere dalla donna e dal compagno «chi se ne frega di tutto ciò...» e che informazioni sulla morte dei pazienti «non sono compiti del medico di pronto soccorso».
La segnalazione è stata inviata al posto di polizia e alla direzione generale, e l'ufficio legale del Sant'Anna di Cona sta seguendo l'evoluzione dell'indagine. Ora spetterà alla procura valutare se indagare o meno le due persone per interruzione di pubblico servizio per un caso che il direttore generale del Sant'Anna, Gabriele Rinaldi, commenta: «è una situazione che si giudica da sola, spero che a distanza di tempo le persone coinvolte ripensino a ciò che è successo. Ora attendiamo gli esiti dell'indagine».
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