Tre giorni dopo la donna ha ricevuto una lettera di scuse per la miscela acida, una missiva a firma dei due direttori del centro presso cui era stata “curata”. Ma, oltre al danno la beffa.
La 21enne ha visto corrisposto a titolo di risarcimento, un buono carburante da 50 dollari. Il fatto, avvenuto in Nuova Zelanda, ha destato grande scalpore. “Vi preghiamo di accettare il voucher qui presente per coprire le spese di viaggio per tornare alla clinica” recitava la lettera dei medici.
La ragazza è entrata e uscita dall’ospedale per tre mesi sostenendo costi pari a 2000 dollari: “Non potevo camminare a piedi né sedermi, mi faceva così male” ha raccontato.
