I VELINI BOCCIATI: ''AVVISATI DUE GIORNI PRIMA DELL'ADDIO. NON DOBBIAMO RIMANERE PRIGIONIERI DEL RUOLO'' - FOTO
''Be', è normale. Sarebbe stato bello restare un po' di più sul bancone di Striscia la notizia. Tre settimane sono poche. Però, non è detto che sia finita: magari torneremo''. Una delusione per i velini, Elia Fongaro (il biondo) e Pierpaolo Petrelli (il moro) lasciare il bancone di "Striscia" (" Nel nostro contratto era prevista la possibilità che, dopo tre settimane, finisse tutto: questo lo sapevamo. L'ADDIO Però non era automatico: la possibilità di restare ancora un po' c'era. Ma Antonio Ricci, il "capo" di Striscia, ha preferito tornare sul classico: con l'arrivo di un conduttore uomo come Piero Chiambretti, ha voluto mettere in video delle veline") che però nella loro vita è sicuramente servita: "E, comunque - hanno dichiarato a "DiPiù" - a modo nostro, siamo già entrati nella storia della TV: infatti, saremo sempre ricordati come i velini, i primi uomini a occupare questo ruolo dopo venticinque anni di donne".
Non c'è stato tanto tempo per abituarsi all'idea ("Un paio di giorni prima dell'ultima puntata. Un po' di dispiacere c'è stato, certamente. È normale. È stata una esperienza fantastica: chi non sarebbe stato triste a dire addio a quell' ambiente?") e l'arrivo delle colleghe certo non li ha fatti saltare di gioia: "Guardare le nuove veline danzare sul bancone al nostro posto, po' di tristezza, di malinconia me l'ha data".
Ora il rischio è quello di rimanere "velini" ("È ovvio che il pericolo di rimanere associati al ruolo di velini, a quello dei ragazzi a torso nudo, dei belli che non parlano c'è. Starà a noi, alle nostre capacità fare in modo che questa immagine di velini venga meno. Riuscire a fare si che, oltre alla bellezza, si percepisca anche il resto"), ma le strade del mondo dello spettacolo sono molte: " Be' , non si può negare che questa avventura in TV la vita ce l'ha cambiata. Ora ci riconoscono per strada, ci si è aperta la possibilità di diventare attori. È stato un trampolino di lancio importante e sarebbe sciocco non sfruttarlo. Ma questo non significa rinunciare agli studi: ho già fatto una quindicina di esami e me ne mancano una decina per laureami in Legge. Sarebbe un peccato non finire. Già a novembre darò l'esame di Diritto amministrativo. Cercherò di conciliare le due cose: starò un po' a Roma per seguire l'università e un po' a Milano per fare provini e per i corsi di recitazione e di dizione. Tanto a Milano ho chi mi ospita: Elia, che si mantiene qui come modello già da un po': mi ha detto che la sua casa è a mia disposizione".
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