IL BIMBO E' AUTISTICO, IL BARBIERE SI SDRAIA ACCANTO A LUI PER TAGLIARGLI I CAPELLI
Franz Jakob, barbiere di Rouyn-Noranda, in Quebec, è un omone. Eppure la sua mole non si avvicina neanche lontanamente alla sua professionalità e al suo animo. Qualche giorno fa nel suo salone nella regione Abitibi-Témiscamingue del Quebec – 600 chilometri a nord-ovest di Montreal – è arrivata una donna con il suo bambino: Wyatt Lafraniere, sette anni, è autistico e quel giorno non voleva proprio saperne di piazzarsi alla sedia da barbiere sulla quale Franz fa accomodare ogni suo cliente. Anzi, il bimbo ha deciso di stendersi per terra. Nessun problema per il barbiere: l’uomo si è messo accanto a lui ed ha cominciato a tagliargli i capelli.
Lo scatto postato dalla madre di Wyatt su Imgur, una nota piattaforma americana per la condivisione delle immagini, del barbiere tatuato che si trova sul pavimento per finire il taglio di capelli di Wyatt ha ottenuto quasi un milione di viste in pochi giorni. “Ho capito che devo seguire Wyatt tutt’intorno al salone con i miei strumenti per terminare il taglio” ha detto Jacob, che in realtà ha più di un cliente affetto da autismo. Wyatt però è il più giovane. “I genitori sanno che devono presentarsi alla fine della giornata, io chiudo la porta d’ingresso al locale perché dobbiamo restare tranquilli”. Jacob, infatti, trascorre più di un’ora con ciascuno dei suoi giovani clienti. La madre di Wyatt ha definito Jacob “un eroe del quotidiano”.
Jacob si prende cura di tutto, e non mi chiede nulla. Mi toglie un peso dalle spalle. Wyatt è sia tipo che iper-sensibile, ciò significa che non sente dolore quando gli toccano i capelli ma che il contatto per lui è comunque insopportabile. Normalmente gli altri barbieri vanno nel panico alla vista di Wyatt, quindi incontrare Jacob è stata veramente una fortuna”.
Jacob fa il barbiere dall’età di 12 anni e afferma come il suo mestiere gli dà la possibilità di “vivere emozioni intense” a contatto con i suoi clienti come quando ad esempio fa la barba o i capelli ai malati terminali. “Quando fai la barba a persone che probabilmente in meno di 48 ore passeranno a ‘miglior vita’ è un’emozione indescrivibile. Sono davvero orgoglioso di fare questo mestiere, mi dà la possibilità di provare sensazioni che le altre persone nemmeno riescono ad immaginare” dice il barbiere.
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