Una vicenda davvero allucinante quella avvenuta nel Basso Polesine e consumatasi all’interno dello stesso nucleo familiare. Diversi anni fa, un nonno abusò del nipotino, di appena due anni. Per quanto avvenuto, l’uomo era stato condannato a otto anni, per violenza sessuale, e ad altri 18 mesi per stalking, in particolare nei confronti del padre del bambino. La vicenda, da un punto di vista giudiziario, poteva concludersi qui, se non fosse stato per il fatto che il genitore, in complicità con lo zio del piccolo, abbia deciso di picchiare il nonno, resosi responsabile dello stupro.
Nella giornata di ieri, è così arrivata una nuova sentenza di condanna: quattordici mesi al padre, con pena sospesa con la condizionale, tredici allo zio, sempre con la sospensione, e una provvisionale immediatamente esecutiva da 5mila euro. I due, difesi dall’avvocato Anna Osti, erano accusati a vario titolo di ingiurie, lesioni personali, violenza privata e danneggiamento. Nei primi mesi del 2013, probabilmente stanchi dell’atteggiamento del nonno del piccolo, un sessantenne che premeva per rivedere il bimbo, nonostante il giudice gli avesse imposto di non avvicinarlo, padre e zio lo avrebbero costretto a fermarsi mentre era in auto tagliandogli la strada con la loro.
A quel punto, secondo la denuncia del sessantenne, sarebbe partito un violento pestaggio ai suoi danni. Gran parte delle accuse nei confronti di padre e zio sono cadute mentre è arrivata la condanna per lesioni e – solo nei confronti del genitore – di violenza privata. A questo si aggiunge il pagamento immediato della provvisionale. La difesa dei due uomini però ha già annunciato ricorso, sostenendo che la ricostruzione dei fatti è inesatta.

fonte: direttanews.it