«Qui i bambini non possono entrare». Continua a ripeterlo con convinzione Marco, per tutti a Roma «il Comandante». È il proprietario della Fraschetta del Pesce, ristorante capitolino finito nell'occhio del ciclone per via di un cartello esposto all'ingresso (lo vedete nella gallery) con su scritto «Vietato l’ingresso ai bambini di meno di 5 anni», e su disegnati la faccina di un bebè in lacrime e un passeggino segnati da una barra rossa che non lascia spazio a dubbi.
UN CARTELLO DI DUE ANNI
Un cartello diventato virale in queste ore, rimbalzando tra i siti di informazione e i social network, insieme a decine di critiche, che però a quanto pare arrivano in ritardo. «Ma perché adesso? Io ce l'ho da due anni questo cartello, e fino a questo momento nessuno aveva avuto da ridire. Forse potrebbe essere per via di una cliente dello scorso fine settimana: aveva bambini e non l'ho lasciata entrare, se l'è presa. Probabile sia stata lei ad avvisare la stampa. In ogni caso sia chiaro che non è opera mia: non l'ho fatto sapere io perché non ho bisogno di pubblicità, di far conoscere a tutti il mio ristorante. I clienti per fortuna non mi mancano. Anzi, dopo aver messo il cartello sono raddoppiati», ha tenuto a puntualizzare il proprietario.
IL MOTIVO?
Ma perché vietare l'ingresso ai bambini? Che fastidio le danno? «Anzitutto ho un ristorante piccolo, da 100 persone, che non mi consente di occupare spazio con bambini e passeggini. Non ne potevo più di lavorare facendo lo slalom tra i tavoli e i soprattutto non ne potevo più di bambini urlanti che correvano per la sala. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una sera con 5 bambini che urlavano, sgattaiolavano tra i tavoli e si lanciavano tovaglioli e posate mentre i loro genitori non dicevano nulla."Mica posso legarli?" mi ha risposto una madre quando ho chiesto aiuto. Da lì ho deciso: basta bambini sotto i 5 anni nel mio ristorante, perché i genitori di oggi non li sanno educare».