In Italia, il 30 % della popolazione soffre di patologie lagate alla disfunzione della tiroide. Le donne sono più soggette a soffrirne rispetto agli uomini, nonostante anche questi siano tanti. In linea generale non è facile riconoscerne i sintomi, per questo è molto importante tenersi sempre sotto controllo.
La funzione degli ormoni tiroidei
è quella di regolare i processi metabolici. Questi sono molto importanti,sin da quando siamo piccoli. Infatti, la tiroide ha una importante funzione di controllo sulla crescita: favorisce la crescita tissutale e lo sviluppo fisico e mentale. Per questo è di estrema importanza per la nostra salute, soprattutto per l’equilibrio delle principali funzioni del nostro organismo.
La patologie che riguardano la tiroide
sono diverse, tra queste: l’ipotiroidismo (cioè una ridotta attività tiroidea), l’ipertiroidismo (una aumentata attività tiroidea), la formazione di noduli ed infine i tumori della tiroide. La più comune tra queste patoligie è sicuramente è l’ipotiroidismo. Secondo le statistiche ufficiali circa il 5% della popolazione ne viene colpito.
L’ipotiroidismo
è una patologia può causare alcuni sintomi fastidiosi per chi ne soffre. Se ignorata e non tenuta sotto controllo può anche aumentare la possibilità di essere colpiti da patologie degenerative come il cancro o le malattie cardiovascolari. Inoltre può causare problemi di concepimento. Si tratta di una malattia che se non diagnosticata correttamente o trattata in modo adeguato, può rendere la vita di chi ne soffre un vero inferno.
Ovviamente la miglior diagnosi può essere formulata solo da medici specialista. Per questo motivo se si pensa di avere dei problemi legati alla tiroide occorre andare dal medico.
Però per anni è stato ritenuto molto efficace un test da poter fare in casa. Si tatta del TEST DI BARNES, che consiste nella “misurazione della temperatura basale“. La storia di questo test inizia nei primi del 900, come riferisce una pubblicazione da parte dell’endocrinologo belga il dott. Eugene Hertoghe, pubblicata nel nel 1915. Il metodo però fu sperimentato da altri medici che ne studiarono la validità, tra cui l’endocrinologo americano Dr. Broda Barnes che dedicò cinquant’anni della sua vita allo studio della tiroide e alla cura dei pazienti ipotiroidei e che nel 1940 pubblicò i dati sulla sua validità di questo test su due riviste mediche (JAMA e Lancet).
Il medico prima di pubblicare la sua ricerca, testò la temperatura corporea basale di circa 2000 persone. La misurazione avvenne sia per via orale, che rettale, che ascellare. Rilevò che quell’ascellare era la più affidabile, per questo scopo, in quanto era meno influenzata da eventuali processi infiammatori delle alte vie respiratorie o in caso sinusiti croniche.
consisterebbe nel misurare la temperatura corporea del paziente a riposo, cioè in condizioni “basali”. Ciò potrebbe consentire di capire se si soffre di uno stato ipometabolico, normale o ipermetabolico.
Dovrebbe essere effettuato dopo una notte di sonno regolare. In situazioni ideali: cioè senza cibo, senza stress o esercizio fisico per 12 ore. Inoltre il paziente deve evitare di dormire eccessivamente coperto prima di sopporsi a tale misurazione perché il calore delle coperte potrebbe falsare il risultato.
Per misurare la temperatura sarebbe necessario un termometro, preferibilmente quello classico a mercurio o almeno quello in vetro ad alcol (No elettronico). Occorerebbe scaricarlo la sera prima e appoggiarlo sul comodino già scarico, pronto per essere utilizzato al mattino (prima di misurare la temperatura non va fatto nessun movimento brusco, quindi nemmeno scaricare il termometro).
Dunque al risveglio, la prima cosa da fare sarebbe quella di prende il termometro dal comodino e di posizionarlo sotto l’ascella. Dopo cinque minuti, basta guardare la temperatura rilevata dal termometro e segnarla su un foglio. Il test deve essere ripetuto per almeno 3 giorni consecutivi.
Tutti possono sottoporsi a questo test, però mentre gli uomini, i bambini e le donne in menopausa lo possono eseguire in qualsiasi giorno, le donne in età fertile dovrebbero eseguirlo solo tra il secondo e il quarto giorno dopo l’inizio delle mestruazioni, poiché la loro temperatura varia durante il ciclo mestruale mensile.
I valori della temperatura considerati normali dovrebbero essere fra i 36,5°C e i 36,8°C. Valori inferiori potrebbero essere un segnale di ipotiroidismo, e più questi valori sono bassi più questa possibilità si rafforza. Non è raro vedere pazienti con temperature basali addirittura di 35,5°C – 35,8°C, cioè ben un grado centigrado in meno del normale.
L’approccio di Barnes seppur ritenuto da molti efficace presenta dei limiti, in quanto un basso metabolismo può dipendere da carenze nutrizinali, insufficiente attività fisica ma anche altre cause, mentre l’innalzamento della temperatura corporea può dipendere da un’infezione o altre cause.

fonte: viralglobo.com