Non è la prima volta che Tiberio Timperi dà voce alle difficoltà legate al suo status di padre separato. Il suo unico figlio è Daniele, nato dalla relazione con Orsola Gazzaniga. Già in passato il giornalista si era lamentato di non vederlo abbastanza spesso e oggi la situazione non è cambiata. Dipende dal suo lavoro, ma anche dalle battaglie processuali che l’uomo ha dovuto affrontare fino a oggi per ristabilire in maniera più equa il suo ruolo di genitore:
Cerco di fare i salti mortali e di incastrare le cose in modo di poter essere a Roma quando devo stare con mio figlio.
I due sono rientrati da poco da Madrid, un viaggio che è servito a entrambi per trascorrere insieme del tempo utile a recuperare quello perduto:
Una vacanza meravigliosa, A parte un dettaglio. Daniele ha voluto muoversi con il segway che lui gestisce benissimo, mentre io, che sono apprensivo, studiavo freddo! E a parte questo, lui detesta la bicicletta, mentre io la adoro. E questo per me è un dolore. Infatti, dopo la nostra vacanza assieme, sono andato a sfogarmi in montagna, dove ho scorazzato tutto il tempo su due ruote.
Quando disse: “La legge è contro i padri”
Già in passato il conduttore di “Unomattina” era stato costretto a stabilire in tribunale modi e tempi per vedere suo figlio. Il giornalista ha raccontato la sua storia in un libro, e oggi si batte affinché ai padri separati siano riconosciuti gli stessi diritti che spettano alle madri:
La mamma è sempre buona, mentre il padre è colpevole a prescindere. Io volevo che mio figlio andasse in una scuola pubblica, la madre in una privata, alla fine il giudice ha deciso per una terza. Per denunciare queste e altre disfunzioni ho intenzione di chiedere un incontro al ministro della giustizia Andrea Orlando. Chiederei al governo Renzi oltre che i patti prematrimoniali anche l'obbligo di rendicontazione. Io do 2500 euro al mese per il mantenimento di mio figlio, ma non so come vengono spesi. Io sono stato accusato di ingiurie e percosse a terzi, e maltrattamenti nei confronti di mio figlio, ma le denunce sono state archiviate. Però il giudice non ha agito contro chi mi aveva falsamente accusato.
Infine una richiesta affinché il sistema giuridico presti ascolto a tutti gli uomini che vivono una situazione analoga alla sua:
Vorrei chiedere che i giudici che si occupano di diritto di famiglia fossero specializzati, preferibilmente non divorziati e non tutte donne. Ogni tanto nelle aule di giustizia vorrei incontrare anche qualche uomo. In tribunale mi sento, in quanto maschio, ontologicamente colpevole. Ogni mese un figlio trascorre 23 giorni con la madre e 8 col padre: che possibilità c' è per un uomo di stabilire un rapporto profondo con il figlio? Vorrei una più equa ripartizione dei tempi.

fonte: fanpage.it