Ilaria pestata e soffocata dal suo sangue - L'assassino aveva 3 mandati di espulsione
Ilaria Leone è stata pestata a lungo ed è stata soffocata nel suo sangue. E, in attesa di accertamenti, non si esclude la violenza sessuale. Questi gli elementi salienti dell'autopsia sulla giovane di 19 anni trovata morta la notte di mercoledì primo maggio a Castagneto Carducci. Morte per cui è stato arrestato Ablaye Ndoye (FOTO), senegalese di 33 anni, che da quando si trova in Italia aveva già avuto tre decreti di espulsione. Da aggiungere che per la Procura quando Ilaria è stata trascinata nell'uliveto era ancora viva e che l'omicida ha agito da solo.
L'AUTOPSIA. Ilaria Leone non è morta per strangolamento, ma la ragazza è stata soffocata dal suo stesso sangue fuoriuscito dalle profonde ferite al setto nasale. Il medico legale, secondo quanto appreso da fonti inquirenti, ha infatti indicato una massiva broncoaspirazione di sangue. La ragazza, dunque, sarebbe stata pestata brutalmente in un luogo e, forse, successivamente trascinata ancora in vita nel punto in cui è stata trovata. In attesa di accertamenti, non si esclude che la ragazza sia stata violentata.
Molto probabilmente, secondo gli inquirenti, la colluttazione sarebbe avvenuta in un punto più alto del pendio sul quale il corpo e stato trovato. L'assassino avrebbe cioè tentato di abusare della giovane, e, alla reazione della ragazza, l'avrebbe presa per il collo e poi pestata brutalmente. Pensando che fosse già morta l'avrebbe poi trascinata qualche metro più in basso coprendola con delle frasche. Ilaria sarebbe stata ancora viva, come testimoniano i segni di trascinamento trovati sulla sua schiena, ma sarebbe morta poco dopo soffocata dal sangue delle ferite al setto nasale.
Il pm Fiorenza Marrara ha chiarito che occorrerà attendere il risultati sui reperti inviati ai Ris di Roma per chiarire se ci sia stata o meno violenza sessuale, ma il contesto in cui è stato trovato il cadavere, seminudo, farebbero pensare ad un tentativo di approccio violento. Inoltre «il risultato dell'autopsia ci fa escludere probabili complici», ha detto questo pomeriggio il pm Fiorenza Marrara. «La vittima era ancora viva quando è arrivata sul posto. Questo fa intendere che l'omicidio possa essere stato compiuto da una sola persona - ha spiegato il pm - e che l'aggressione sia avvenuta nel luogo stesso dove sono stati ritrovati alcuni oggetti personali della ragazza, poco più in alto cioè rispetto al luogo in cui è stato rinvenuto il corpo», nell'uliveto a Castagneto Carducci.
ABLAYE NDOYE: SONO STATO INCASTRATO. Ablaye Ndoye, il senegalese fermato per l'omicidio di Ilaria Leone, secondo quanto riferito dagli inquirenti, davanti al pm ha smentito categoricamente tutte le testimonianze, anche quelle fatte dai suoi connazionali, dicendo di essere stato incastrato. L'uomo, che ha tuttavia ammesso di conoscere Ilaria Leone e di aver fumato hashish con lei e con altri ragazzi in alcuni occasioni, non ha potuto negare però che lo zaino in cui è stato trovato il cellulare della ragazza fosse suo, anche se avrebbe ribadito che il telefonino sarebbe stato messo lì dai suoi connazionali per incastrarlo.
Secondo quanto appurato però dagli investigatori, la mattina seguente l'omicidio, Ndoye era già in possesso del telefono di Ilaria. Inoltre, dall'esame dei tabulati il cellulare di Ndoye la stessa sera dell'omicidio avrebbe ricevuto tre chiamate dal telefono di Ilaria e mentre i due cellulari sarebbero stati agganciati dalla stessa cella, sia per la vittima che per l'indagato le chiamate si interromperebbero dalle 22. Quanto alla serata di giovedì, Ablaye Ndoye ha raccontato di aver dormito sulla spiaggia dopo essere stato a cena in un ristorante della zona, dove però nessuno lo ha visto.
L'AVVOCATO DELLA FAMIGLIA. «Questo è solo il momento del dolore»: non vuole fare altri commenti l'avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia di Ilaria Leone. Il padre, la madre e il fratello si sono affidati al penalista perugino e al collega Antonio Cozza, dello stesso studio. L'avvocato Gentile ha seguito vari casi di cronaca nazionale. È stato infatti uno dei legali di parte civile per la madre di Sarah Sc***i nel processo per l'omicidio di Avetrana (Taranto) e si è occupato delle difese di Rudy Guede, per l'uccisione di Meredith Kercher, e di Salvatore Parolisi, l'ex caporalmaggiore condannato per aver ucciso la moglie Melania Rea. Attraverso i suoi legali, la famiglia di Ilaria Leone ha anche nominato un medico legale, il dottor Sergio Scalise.
VEGLIA SILENZIOSA. Un migliaio di persone, in silenzio, che hanno voluto abbracciare - non solo idealmente - i genitori ed il fratello d’Ilaria (FOTO). La comunità di Castagneto si è stretta attorno alla famiglia Leone rispondendo numerosa all’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale per ricordare e salutare questa giovane vittima di un delitto orrendo. Poche parole pronunciate dal fratello Mattia, mescolate a lacrime trattenute, durante una veglia commovente: «Devo essere forte, non posso altro, non è permesso altro. Io sono rimasto qui». Tante invece le parole di coraggio e ringraziamento ai compagni di vita , agli amici cari. Eroi li ha chiamati Mattia, "grazie, grazie", ha sussurrato mentre la folla defluiva lungo i corridoi spenti di un borgo irreale.
La veglia è partita da piazza del Popolo ed è proseguita per il borgo. Erano presenti le forze dell'ordine e la giunta comunale con il sindaco Fabio Tinti, il sindaco di Cecina Stefano Benedetti e il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi. "Sarà una veglia silenziosa - ha detto Tinti- c'è bisogno di riflettere per chi ha voluto bene a Ilaria. Dobbiamo respingere con forza questa violenza che non fa parte della nostra comunità».
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