Escludere la possibilità di infarto per chi lamenta dolori al petto, far risparmiare denaro ed evitare che centinaia di migliaia di persone intasino gli ospedali?
Sarà possibile farlo tramite un semplice esame del sangue. È quanto promette uno studio dell’università di Edimburgo, in Scozia, secondo cui il livello di una proteina, la troponina, può indicare chi dovrà gestire un attacco di cuore nell’immediato futuro.
In Gb ogni anno circa 1 milione di persone si recano in pronto soccorso per il mal di petto, ma la maggior parte non è grave. Secondo gli scienziati, almeno 400 mila potrebbero essere mandate a casa immediatamente dopo l’esame del sangue, risparmiando 1 mln di sterline. Livelli bassi di troponina indicano infatti che è molto improbabile essere colpiti da un attacco di cuore.
“Negli ultimi due decenni il numero di ricoverati in ospedale per dolore al petto è triplicato, ma la stragrande maggioranza di queste persone non avranno conseguenze – sostiene Anoop Shah dell’università di Edimburgo – Oggi non esiste un metodo rapido per escludere la possibilità di infarto direttamente in pronto soccorso. Questi risultati potrebbero ridurre i ricoveri non necessari e fornire un risparmio rilevante della spesa sanitaria”.
In questo momento, infatti, chi si reca in ospedale con sintomi sospetti viene trattenuto per accertamenti che possono superare anche le 24 ore. Questi esami possono solo dimostrare che il paziente non ha avuto un attacco di cuore, ma non escludere che sia imminente.
La ricerca, pubblicata sull’autorevole rivista scientifica “Lancet”, ha analizzato i campioni di sangue di 6 mila pazienti ricoverati in 4 ospedali in Scozia e negli Stati Uniti. Gli studiosi hanno seguito i loro progressi per i successivi 30 giorni, riportano i media britannici.
Hanno osservato che i livelli di troponina erano legati direttamente agli attacchi cardiaci. Una persona con una concentrazione della proteina inferiore ai 5 nanogrammi per litro ha, per esempio, un rischio molto basso di avere un infarto.
