In Italia quest'anno ci sarà un inverno in stile siberiano, con temperature molto al di sotto dello zero in molte Regioni italiane? Sono settimane che ci si interroga su questo punto e diversi studiosi e meteorologi hanno partorito diverse ipotesi. Questo interessante e scientifico contributo tatto dal sito www.ilmeteo.it ci spiega con dovizia di particolare cosa ci dobbiamo aspettare dal 20 novembre in poi:
"E' sempre più acceso il dibattito tra gli scienziati, ma cerchiamo oggi di fare chiarezza esponendovi con estrema sincerità e semplicità, togliendo dunque ogni dubbio.
LE DUE TESI OPPOSTE. Da una parte ci sono i sostenitori della teoria del Niño, che prevederebbe un inverno gelido con NEVE eccezionale e con almeno 2 o 3 sferzate di Burian in Europa, stile Dicembre 1996 e 13 Dicembre 2001, oppure anche snow-style come il 2012 (ricordiamo la nevicata di Roma del 3 Febbraio 2012), dall'altra chi appoggia i modelli matematici, soprattutto l'Ecmwf con sede a Reading (UK), che indica ancora una volta una evoluzione estremamente mite, addirittura di alcuni gradi sopra la media. L'Ecmwf (European Centre for Medium Range Weather Forecast) è un organismo intergovernativo europeo composto da 34 Stati, Italia compresa, e da cui ilMeteo.it riceve quotidianamente i dati di base per l'elaborazione delle previsioni scientifiche.
LA TESI FREDDA di NEVE e BURIAN due-tre VOLTE a Dicembre e poi a Febbraio. Negli ultimi giorni la tesi che sostiene la teoria del Niño è sempre più forte e sempre più valida, poiché rinforzata, da alcuni parametri meteorologici, atmosferici ed oceanici sempre più importanti ed evidenti. Sono addirittura ben 3 gli elementi che sostengono la tesi dell'Inverno gelido: 1) Niño eccezionale: il Niño in atto è in ulteriore rapida intensificazione sull'Oceano Pacifico ed è certo che sarà il Niño più forte mai verificatosi negli ultimi 80 anni e quindi in grado di influenzare pesantemente il clima su tutto l'Emisfero Settentrionale. In particolare gli eventi di Niño sono stati sempre accompagnati da inverni rigidi sulla Scandinavia e Regno Unito, ma anche sul Mediterraneo come il più recente nel 2012 che ha causato nevicate eccezionali sull'Appennino emiliano e la "grande" nevicata di Roma con i disagi per i romani e le polemiche con l'allora sindaco Alemanno. 2) Corrente del Golfo debole: la Corrente del Golfo si è affievolita e quindi le sue tiepide acque non potranno quest'anno mitigare l'inverno nell'Inghilterra e in Normandia. 3) Oceano Atlantico più freddo intorno a 45 gradi di latitudine: in mare aperto è presente da 2 mesi una vasta area di 4000 km quadrati in cui le acque sono più fredde della norma di 2,8 gradi. Le perturbazioni atlantiche attraversando tale superficie marina raggiungeranno l'Europa più fredde della norma.
A questi 3 elementi se ne va aggiungendo un quarto inquietante: la CORRENTE del Golfo è così affievolita, che appare quasi azzerata.
Cosa è "El Niño" e come agisce. I climatologi statunitensi stanno evidenziando in questi giorni che il fenomeno sempre più intenzionato a tornare in scena da grande protagonista. Sembra possa accadere qualcosa di più forte o comunque simile a ciò che avvenne già nel 1997. El Niño si sta rinforzando in queste ore al largo nelle coste orientali dell'Ecuador e del Perù. In sintesi succede questo: aumentano le temperature dell'acqua sulla superficie dell'oceano, gli alisei smettono di agire diventando sempre più deboli e, come non bastasse, i modelli matematici che analizzano El Niño da nove mesi a questa parte ribadiscono che il riscaldamento delle acque del Pacifico continuerà, dando così agli alisei una ragione in più per annientarsi. Con gli alisei "semi-spenti" non avviene il mescolamento necessario delle acque oceaniche, permettendo a quelle fredde dei fondali di arrivare in superficie e garantire così il naturale equilibrio termico fra mare e terra. Gli alisei, vale la pena ricordare, sono venti di direzione regolare e costanti d'intensità, capaci di condizionare la meteorologia su enormi porzioni del Pianeta. Soffiano da nord-est a sud-ovest, nell'emisfero boreale e da sud-est verso nord-ovest in quello australe. Sono decisivi nella navigazione, soprattutto a vela e lo dimostra il fatto che i giri del mondo senza motore (ma non solo) avvengono facendo rotta verso Occidente. Cristoforo Colombo insegna.
LA TESI ECMWF che smentisce categoricamente El Niño. I MODELLI MATEMATICI dicono che sarà un inverno CALDO anomalo. La previsione per l'Italia per quanto riguarda le temperature e le precipitazioni per i due bimestri invernali ( Dicembre/Gennaio e Febbraio/Marzo ) è cosi riassunta:
Per i quattro mesi presi in considerazione si conferma l'anomalia termica positiva con temperature sopra la media di circa 1,5/2 gradie quindi con pochi episodi nevosi a quote basse.
PRECIPITAZIONI - Ancora una volta, le precipitazioni sull'Italia per i quattro mesi presi in considerazione, sono previste nella norma sulle regioni settentrionali, diffusamente sotto la media al Centro-Sud, con grave anomalia sulla Sicilia, dove si prevede una riduzione anche del 60/80%.
Seconda parte dell'Inverno: L'Italia andrebbe incontro a temperature sopra la media di circa 1 o 2 gradie le precipitazioni al Centro-Sud risulterebbero inferiori alla norma, con una grave anomalia negativa cioè con siccità in Sicilia. Per quanto riguarda la neve, avremo pochi episodi nevosi in Pianura Padana, mentre le Alpi dovrebbero fare il pieno sopra i 1000/1200 metri.
CONCLUSIONI - Poiché entrambe le teorie sono valide e ampiamente argomentate come dimostrano gli studi e le analisi, possiamo dedurre che all'interno di un periodo invernale mediamente più mite della norma, saranno estremanente probabili, non solo a Dicembre, ma anche nella seconda metà di Febbraio un paio o al massimo 3 episodi nevosi e gelidi dapprima al Nord e poi anche al Centro fino a Roma, con colate artiche verso il Mediterraneo, dapprima dal Mar della Groenlandia sin da fine Novembre e a Dicembre, e successivamente a Febbraio dagli Urali e dalla Siberia sottoforma di BURIAN, il freddissimo vento siberiano della steppa che, passando attraverso la regione carpatico-danubiana e sfociando sul bacino dell'Adriatico, porta poi a nevicate in Italia".
