Una agghiacciante, orripilante fatwa -che nel mondo islamico ha forza di legge- su come gli uomini dell'Isis stiano cercando di reinterpretare gli insegnamenti del Corano per giustificare una terribile schiavitù sessuale delle donne facenti parte delle zone cadute sotto il controllo del movimento estremista sunnita, in Iraq e Siria. Una fatwa dei teologi dell'Isis regola i rapporti degli uomini con le proprie schiave. La sentenza (per leggere la quale si può andare al link leggi qui) è stata ritrovata tra serie di documenti catturati dalle Forze speciali americane nel corso di un raid nella casa di un miliziano in Siria, nel maggio scorso.
I miliziani vengono definiti "proprietari" delle prigioniere, che diventano a tutti gli effetti delle schiave. La fatwa apre con un interrogativo: "Alcuni fratelli hanno commesso violazioni nel trattare le schiave". Queste violazioni non sono consentite dalla 'sharia' perche' queste regole non sono state trattate negli anni. Il testo della Fatwa getta una luce sinistra, laddove ce ne fosse ulteriore bisogno, sul trattamento che il Califfato riserva ai prigionieri di guerra e arriva a pochi giorni dalla diffusione di un'altra Fatwa, la 68, che dice esplicitamente che, per salvare la vita di un combattente, si possono espiantare organi dal corpo di un infedele vivo, anche se questo dovesse condurlo alla morte.
Se poi la prigioniera ha una figlia, il padrone può avere rapporti o con l'una o con l'altra, ma non con entrambe, e l'altra sarà per sempre off-limit. "Non è possibile per il padrone di una schiava avere rapporti sessuali con lei fino a che non ha avuto il ciclo ed è diventata pulita", si legge all'inizio. La disumanità prova a tingersi di carità estorando i proprietari a "mostrare pietà nei loro confronti, essere gentili, non umiliarle, e non assegnar loro lavori che non sono in grado di fare". Oppure "Non dovrebbe venderla se sa che verrebbe trattata male". Abdel Fattah Alawari, decano di teologia islamica ad al-Azhar, il millenario centro di cultura islamica egiziano, denuncia l'Isis: "non ha nulla a che fare con l'Islam" e "travisa deliberatamente versi e parole secolari (del Coprano), pensati proprio scoraggiare, certo non incoraggiare, la schiavitù".
L'Islam predica la libertà degli schiavi, non la schiavitù. La schiavitu' era lo status quo quando l'Islam fece irruzione (nella Storia). Giudaismo, Cristianità, greci, romani, persiani, la praticavano e prendevano le donne dei nemici come schiave sessuali. "L'Islam - ha concluso - lavorò per rimuovere gradualmente questa pratica". 
fonte: ciociariareport24.it