Justin Bieber non è solo un cantante di successo, artista da milioni di clic e ascolti, macchina da soldi e tra le celebrità più ricche del mondo (oltre 80 milioni di dollari di patrimonio): questo ragazzo, come tutte le persone normali, ha anche delle passioni. Prima fra tutte quelle per gli sport, essendo nato e cresciuto in un paese, il Canada, a pochi passi da quegli USA che fanno della competizione il loro pane quotidiano. E come ogni vip Bieber ha il privilegio di incontrare in esclusiva i beniamini delle sue squadre preferite di calcio, football, hockey e basket. C’è solo un piccolo problema: sembra che la sua presenza prima di una partita porti sfortuna. Tanto che l’influenza negativa portata dal povero Justin a diversi team è stata ribattezzata “Biebercurse“.
I PRECEDENTI – Tutto è cominciato in occasione degli scorsi Mondiali di calcio, quando il ventenne cantante aveva pubblicato delle foto sui suoi social networks ufficiali in cui teneva in mano una maglia della Spagna e una bandiera del Brasile: entrambe le nazionali hanno fatto una bruttissima fine in campo poche ore dopo i rispettivi post… Si è proseguito con la visita agli spogliatoi di Miami Heat (basket) e Chicago Blackhawks (hockey), entrambi ko in gara dopo la “benedizione” di Bieber. L’ultimo degli episodi è stato l’improvvisata di pochi giorni fa ai Pittsburgh Steelers, squadra di football americano per cui Bieber stravede: dopo selfie, autografi e momenti di relax insieme, gli Steelers sono stati clamorosamente (e inspiegabilmente sulla carta) sconfitti in partita dai ben più deboli New York Jets. Dove colpirà ancora la Biebercurse? Guardatevi le spalle… e se giocate in un club di successo chiudete a chiave tutte le porte d’accesso al pubblico!
