In una lunga intervista a Il Corriere della Sera, Kasia Smutniak ha rivelato di non aver omaggiato l'ex compagno Pietro Taricone, qualche mese fa, in occasione di quello che sarebbe dovuto essere il suo 40esimo compleanno. L'account da cui è partito tutto, attualmente, risulta sospeso:
Non sono stata io, non lo avrei mai fatto. Purtroppo c'è un'altra faccia della medaglia dei social network. Continuo a dire che non ho Facebook, non ho Twitter e non ho Instagram, ma il problema dei ‘fake' non è ancora risolto. Non avrei mai scritto una lettera del genere, non mi sarei mai permessa.La mia vita è come quella di tutte le donne che lavorano. Mi alzo alle sette perché mia figlia va a scuola e vado a dormire presto. Ora c'è anche un altro che si sveglia di notte. L'unica differenza è che se io vado al supermercato mi fanno le foto, alle altre no. Non ci sono altre differenze. Il mondo del divismo è finito, grazie a Dio, però è cominciato un altro incubo in cui tu in qualche modo, in qualsiasi momento, puoi essere ‘taggato', visto, ripreso in momenti privati e magari non ne avresti alcuna voglia. Tutto questo senza che nessuno te lo chieda. Speriamo passi pure questo.
Stiamo vivendo dei momenti difficili. Ringrazio Dio: tutti i nostri collaboratori e amici sono salvi e il nostro progetto non ha subito grossi danni. Siamo nella fase della conclusione del primo edificio scolastico e in questo momento stavamo scegliendo il corpo docente, che non è facile lì. È una scuola per circa 80 bambini, ma cominceremo con due classi, ed è una scuola che si trova nel Mustang, una piccola regione tra Tibet e Nepal. Dopo il terremoto, sarà difficile, la situazione sta degenerando. Mi sembra assurdo si parli più di Royal Baby che di una tragedia che ha fatto 5 mila morti. Vorrei sensibilizzare le persone affinché non dimentichino e aiutino la popolazione in Nepal. Con pochissimo si potrebbe fare assolutamente tanto. La scuola si chiama “Solar School” perché ci piaceva un nome allegro, se tutto va bene apriremo a maggio prossimo. È un progetto a lungo termine, è come se avessi un altro figlio, un lavoro in più.
