Questo Rituale, molti anni fa, da anziane fattucchiere, sembrerebbe “tagliare” qualche maleficio/ fattura/ legamento/ affascino/ coercizione fatta (o presunta tale).
Il problema principale è che non siamo in grado di sapere CHI abbia commissionato o officiato tale maleficio, nè sappiamo QUALE possa essere stato il rito adoperato (e relativa richiesta nello specifico). Oltretutto, operare per TERZE PERSONE complica anche un pochino le cose.
I risultati sono quasi immediati come “sensazione di benessere” ammessa dalla persona che veniva liberata e di conseguenza, a catena, nei 5 giorni successivi, i miglioramenti si rendevano visibili in lucidità mentale, energia e voglia di fare, riposare meglio ed avere pensieri più positivi che portano inevitabilmente a migliorare i rapporti sociali e lavorativi.
Durante una notte di plenilunio, tipo stasera: esporre ai raggi lunari:
1 kg di sale grosso
7 candele bianche di cera d’api
1 piantina di ortica, compresa la radice.
Lasciate caricare ai raggi lunari tutta la notte.
La mattina dopo, coprire tutto con un panno e non toccateli/apriteli finchè non vorrete fare il rito.
Una notte di luna calante a vostra scelta,
Prendete un tegamino (piccolo, tipo bollilatte), mettete 1 pugno di sale grosso (quello che avete caricato in luna piena) e 2 mestoli di acqua fresca.
Portate ad ebollizione e metteteci la piantina di ortica, chiedendo alla pianta di BRUCIARE E ALLONTANARE ogni maleficio fatto.
Le parole da usare:
“Segna* chiunque abbia osato fare del male, affinchè io lo riconosca. Pungi con le tue sottili spine i suoi pensieri e le sue azioni, allontanandolo da (nome della persona per cui si sta operando), affinchè non possa più nuocergli. Come questa pianta è stata strappata alla terra, ogni azione magica e maligna, venga strappata da (nome della persona per cui si opera), spezzando ogni proposito ed ogni sintomo. Con questa acqua, io purificherò ogni azione, annullando qualunque effetto. Che l’ortica allontani da Lui/Lei altri tentativi di questa/queste persone, rendendola/o immune dall’ortica stessa.”
Dovreste poter riconoscere il mandante e l’officiante perché nei giorni successivi gli comparirà uno strano sfogo rosso sulla pelle (di solito: viso, collo, braccia, simile al contatto con l’ortica: rosso e “pizzica” un po, niente di serio, che durerà pochi giorni e come “misteriosamente” arriva, misteriosamente se ne va!)
Fai bollire 5/7 minuti e leva dal fuoco. Poi, aspetta che la “tisana” si raffreddi.
Quando l’acqua sarà a temperatura ambiente (circa 20/30 minuti dopo), filtrare l’ortica ed eventuale sale residuo e conservarlo per dopo, l’acqua invece va “frizionata” sulla candela, dall’alto verso il basso, almeno 3 volte su ogni candela.
Prendete un piatto bianco o nero e iniziate a mettere le candele come segue:
Due al centro, una a destra ed una a sinistra, le ultime cinque, più in esterno a formare un “virtuale” pentacolo con la punta al vostro opposto di posizione (il più lontano da voi, rispetto al piatto, ma di fronte alla vostra posizione)
A questo punto, con un fiammifero lungo in legno, partendo da quella in fondo e poi le centrali, accendete tutte le candele con un solo fiammifero (se non pensate di farcela, usate uno stuzzicadenti da spiedino (legno) ed accendetelo da un’altra candela che servirà solo per darvi la “fiamma”.
Dopo averle accese, cospargete il piatto con il sale grosso rimanente, fino a colmarlo (senza soffocare troppo il finale delle candele), e schizzateci sopra l’acqua filtrata dell’ortica, finchè lo ritenete opportuno, continuando a chiedere che “TUTTO VENGA SPEZZATO, ROTTO, CANCELLATO E TOLTO”.
Sentirete da sole, quando sarà “abbastanza”. A quel punto, ringraziate e lasciate consumare TUTTE LE CANDELE fino in fondo, senza spengerle.
Poi, osservate il “residuo” di combustione e cera per capire se c’era da togliere e se ha funzionato, ed altro…
Importante: Tutto il sale rimasto, la cera, l’ortica bollita, il cerino, e la cenere, va messo in un sacchetto di stoffa (cotone o lino) di colore chiaro e conservato per 7 giorni. Se in questi 7 giorni, compariranno delle macchie o dei segni all’esterno del sacchetto, potrebbero significare qualcosa (casomai, postate una foto in questa discussione e lo vedremo insieme di volta in volta), se non ve ne saranno, l’ottavo giorno il contenuto del sacchetto va liberato in acqua corrente (fiume o ruscello), mentre il sacchetto stesso, andrà bruciato e le ceneri sparse.

fonte: retenews24.it