Betsy Davis, una pittrice californiana di 41 anni malata di Sla (Sindrome laterale amiotrofica) da anni, era arrivata ad un punto di non ritorno. Ridotta su una sedia a rotelle elettrica, senza più nessun controllo sui suoi movimenti e senza più la possibilità di comunicare. Una situazione che non aveva più la forza di accettare.
Così Betsy ha deciso di dare una festa d’addio per amici e parenti. Quando ha mandato loro gli inviti ha specificato che sarebbe stata una festa diversa da tutte quelle alle quali avevano partecipato nella loro vita, un party per il quale erano necessari una grande forza emotiva e una straordinaria apertura mentale.
Ma soprattutto c’era una regola da rispettare assolutamente: vietato piangere. Un dettame non facile da seguire dato che tutti sapevano cosa sarebbe accaduto dopo. Betsy al termine di quei due giorni di festa avrebbe detto davvero addio a tutti ingerendo una dose letale di farmaci diventando così una delle prime persone in California a fare ricorso alla nuova legge sull’eutanasia, il suicidio medico-assistito per i malati terminali.
La sorella di Betsy commenta così questa festa particolare: “È stata bella l’idea di mia sorella di riunirci tutti per l’ultima volta – ha detto Kelly Davis – Ovviamente è stato difficile per me accettare tutto questo, e lo è ancora. Ogni tanto dovevo allontanarmi da lei per evitare che mi vedesse scoppiare in lacrime. Ma sia io che gli altri abbiamo capito quanto questa decisione fosse sentita e giusta per lei, e l’abbiamo rispettata. Sapevamo tutti che lei voleva che quell’ultimo weekend fosse un’occasione di gioia”.
