La storia della piccola Roona Begum, 18 mesi, ha dell’incredibile. Subito dopo la sua nascita, in un villaggio remoto nel nord-ovest dell’India, le è stata diagnosticata una forma grave diidrocefalia, una condizione in cui si ha un accumulo di liquido cefalo rachidiano a livello dei ventricoli cerebrali. I dottori le hanno dato solo alcuni mesi di vita.
“Giorno dopo giorno, il suo cuore non cresceva più, non voleva più mangiare, voleva sono stare distesa nel letto, è diventato molto difficile per noi spostarla o portarla da qualche parte,” racconta il padre di Roona, Abdul Rehman, alla CNN.
La testa di Roona ha raggiunto i 94 cm, circa iltriplo della normale circonferenza di un bambino sano. Vi erano circa 10 litri di liquido in eccesso nel suo cervello, la sua testa era così pesante che non riusciva a muoversi.
L’idrocefalia colpisce principalmente i neonati e gli anziani, la condizione è causata dalla sovraproduzione, ostruzione o mancanza di assorbimento del fluido cerebrale.
Roona è figlia unica ma i genitori, Abdul e Fatima, non potevano permettersi di curarla: il padre è appena 18enne e guadagna meno di 3 dollari al giorno.
Ad aprile di quest’anno un giornalista ha scattato delle foto a Roona ed è subito partita una raccolta fondi che ha raccolto finora circa 60.000 dollari. La bambina è stata quindi ricoverata in un ospedale diNuova Delhi dove i dottori hanno dichiarato: “Non abbiamo mai visto nulla del genere, brancolavamo nel buio.”
Il drenaggio è la procedura standard in questi casi, ma le condizioni iniziali di Roona non facevano ben sperare. Invece la bambina ha resistito: dopo 5 interventi ora la circonferenza è stata ridotta a 58 cm, ancora grande per la media, ma sufficiente da consentirle una vita ragionevolmente normale.
Forse è ancora presto per stabilire se Roona potrà mai avere una vita del tutto normale, perché tante altre difficili operazioni la aspettano, ma secondo i medici adesso le sue condizioni promettono bene.

