Una guardia carceraria è stata arrestata per aver intessuto un rapporto illecito con un assassino dopo essere stata scoperta a contrabbandargli dei cioccolatini all’arancio. Kiah Andrusjak, 25 anni, aveva il compito di sorvegliare i detenuti ospitati nella prigione ‘Strangeways’ a Manchester, ma si è innamorata di uno di loro, Shane Boyd, rinchiuso in una cella di massima sicurezza. Kiah è stata fortemente contestata da altri detenuti dopo che la voce si è diffusa all’interno della struttura. La donna stava tentando di passare di nascosto al suo amato un pacchetto di sigarette oltre ai cioccolatini, ed aveva scattato anche delle fotografie. Con Boyd l’agente aveva scambiato oltre 690 messaggi, spesso con emoticon a forma di cuore ed essendo consapevole di star facendo una cosa vietatissima dai regolamenti. Boyd si era anche organizzato con la complicità della donna per incontrare la sorella a Natale allo scopo di darle 150 sterline come regalo. E adesso la Andrusjak, che ha trascorso cinque anni alla Royal Navy prima di entrare nella polizia penitenziaria inglese, è stata incarcerata per i prossimi 8 mesi dal giudice che l’ha accusata di aver tradito la fiducia che le era stata concessa per il lavoro che svolgeva. La donna ha ammesso le accuse che le sono state addebitate dicendo che effettivamente ha avuto un rapporto ‘inadeguato’ con un detenuto per 6 mesi, oltre a tenersi costantemente in contatto con lui attraverso telefonate e sms. Boyd era stato incarcerato per aver commesso un omicidio all’età di 16 anni ai danni di un coetaneo, colpito alla testa con una bottiglia di birra e poi pugnalato a morte. La causa era di una futilità sconcertante: la vittima non aveva restituito una console X-Box che gli era stata prestata dall’assassino.
E’ un amore sbagliato
Kiah Andrusjak, secondo quanto appreso dalla corte, aveva iniziato a lavorare come guardia carceraria a marzo del 2016 dopo aver ricevuto una formazione anticorruzione e specifiche istruzioni su come trattare con i detenuti, allo scopo di evitare di subire pericolose pressioni psicologiche da parte loro. Ma soltanto 3 mesi dopo la donna aveva iniziato l’illecita relazione con Boys, cosa ben presto scoperta dai responsabili del carcere. Sigarette, cioccolatini e fotografie sono stati scovati e sequestrati dalla camicia della tenuta da lavoro di Kiah, la quale, messa alle strette, ha confessato che Boyd era il suo fidanzato. A sua difesa ha aggiunto però di aver chiesto un trasferimento perché consapevole di star commettendo uno sbaglio. “I messaggi di testo suggeriscono una intensa relazione romantica tra l’imputata ed il signor Boyd”, ha detto il procuratore, il quale aggiunge altri dettagli: “L’imputata era consapevole che il signor Boyd avesse con se un telefono quando non era autorizzato a farlo, ma non ha denunciato la cosa per la volontà di mantenere la relazione viva”. Alex Leach, legale difensore della Andrusjak, ha affermato davanti al giudice: “Sebbene non si sia mai sentita manipolata, la mia assistita ha conferito dei vantaggi anche se in buona fede al signor Boyd. In quel periodo lei era vulnerabile, stava lottando con se stessa per affrontare le responsabilità che il suo ruolo comportava ed aveva perso anche 12 kg, un deficit molto sostanziale. Ad un certo punto la mia cliente avrebbe voluto dimettersi dal suo incarico, si sentiva vulnerabile ed isolata in questa occupazione, incapace di essere presa sul serio dai prigionieri, ed anzi si sentiva addirittura minacciata in certe occasioni. Nel contesto di quella vulnerabilità la mia assistita ha cominciato a sviluppare un affetto per il signor Boyd, nel quale trovare riparo. Aniah Andrusjak era del tutto inadatta al suo ruolo: una crisi di questa natura era quindi quasi inevitabile. Le sue aspirazioni di carriera sono finite nell’umiliazione pubblica e questo può rappresentare già di per se una punizione giusta. L’impatto di una pena detentiva risulterebbe al contrario devastante”.
Colpevole senza attenuanti
Il giudice David Stockdale ha sentenziato: “Ho riscontrato un grave atto di violazione della fiducia che il ruolo di ufficiale pubblico comporta. L’imputata era ben consapevole delle sue azione, sostenendo di sapere quello che stava facendo. Avrebbe potuto terminare in qualsiasi momento questa torbida relazione se davvero lo avesse voluto. Pur essendo molto giovane, con soltanto 23 anni di età, alle sue spalle c’era un lustro di servizio alla Royal Navy, e quindi il tasso di esperienza accumulato era superiore a quello della media dei coetanei”. Per quanto riguarda Boyd, l’anno scorso aveva avanzato domanda di scarcerazione per buona condotta, richiesta però respinta quando un giudice della Corte Suprema ha visto che l’uomo si trovava in prigione per svariati episodi di rissa e danneggiamento.