Può una patata cambiare la vita di milioni di persone? Quella che ha in mano Marc Van Rijsselberghe – e la tiene da conto – forse sì. Questo contadino olandese di 59 anni sembra aver trovato (capita, nella Storia) una soluzione epocale ad un “piccolo” problema personale: la sua azienda agricola, su un’isoletta a nord dei Paesi Bassi, è circondata a 360 gradi da acqua marina e desalinizzarla costava troppo.
«Abbiamo cercato di vedere il sale come un’opportunità e non più come un ostacolo» racconta Van Rijsselberghe al Guardian. Nuove regole del gioco. Ne è nata la patata che si nutre con acqua di mare. Niente trucchi da laboratorio, Ogm o altri escamotages se non la paziente selezione «vecchia maniera», patata dopo patata.
«Abbiamo proceduto per tentativi» ha spiegato al quotidiano il professor Arjen de Vos dell’università di Amsterdam, che ha seguito Van Rijsselberghe nel progetto: «Abbiamo notato che una varietà particolare di patata compensava la presenza di sale con maggiori concentrazioni di zucchero, e rimaneva perfettamente commestibile».
