Il tunisino "era arrivato in Italia nel 2012", scrive il sito della Sueddeutsche Zeitung citando fonti delle autorità. Nel luglio 2015 Anis A. aveva poi raggiunto la Germania e dall'aprile 2016 risulta "tollerato", aggiunge il quotidiano. Al giovane, a quanto risulta, era stata rifiutata la richiesta di asilo, ma era comunque in possesso di un permesso di soggiorno temporaneo.
Il tunisino "era stato rinchiuso per due giorni nel carcere di Ravensburg" dopo che "il 30 luglio era stato fermato a Friedrichshafen per un controllo". Lo riporta lo Spiegel online sottolineando che "due giorni dopo era stato però rilasciato".
"In ogni caso sappiamo che è arrivato nel 2015 a Friburgo, si spostava continuamente tra Nord-Reno-Westfalia, Berlino e altri posti. Da febbraio del 2016 era sopratutto a Berlino, ma ogni tanto tornava, brevemente, in Nord-Reno-Westfalia. Quest'uomo era sospettato di preparare un 'grave attentato contro lo Statò da diverse amministrazioni locali, tra cui il nostro Land. A luglio 2016 gli era stata rifiutata la richiesta di asilo ma non poteva essere rimpatriato perché la Tunisia aveva sostenuto non si trattasse di un cittadino tunisino. Guarda caso, i documenti su di lui che avevamo chiesto alla Tunisia sono arrivati oggi" ha detto il ministro degli Interni del Nord-Reno-Westfalia in Germania, Ralf Jaeger.
Aveva lasciato la Tunisia sette anni fa come migrante illegale e ha scontato quattro anni di prigione in Italia perché accusato per un incendio in una scuola. Lo riferisce il padre alla radio tunisina Mosaique FM, aggiungendo che il giovane si era recato in Germania più di un anno fa.
La tv tedesca N24 ritiene che "sia possibile un'azione della polizia" in Nordreno-Vestfalia, nell'ovest della Germania, "per catturare la persona ricercata, il tunisino di 21 (o 24) anni Anis A.". Secondo quanto riportato da N24, "il giovane avrebbe vissuto in un centro accoglienza profughi di Kleve", cittadina di 50mila abitanti del Nordreno-Vestfalia al confine con l'Olanda e distante oltre 600 chilometri da Berlino.
