La pancetta? Seni cadenti e glutei poco sodi? È quasi sempre conseguenza di una postura scorretta e porta un sacco di problemi. Secondo il professor Mario Dini, specialista in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica a Firenze e Milano, la questione è molto più grave (specie dopo i 50 anni).
E spiega: «Se i primi segnali, generalmente sottovalutati, sono stanchezza, affaticamento e stress, dopo alcuni mesi possono comparire modificazioni estetiche del corpo in senso negativo».
La conseguenza più grave, in parole povere, è che si invecchia prima. Ma che vuol dire postura sbagliata? Il professor Dini spiega che «si può avere una postura sbagliata nella camminata, nella posizione eretta, più spesso in tutte le attività che ci vedono seduti per molte ore, che prevedono l’uso di dispositivi e addirittura nel sonno».
Un esempio è la cosiddetta pancetta. La pancetta è un tipico inestetismo da postura scorretta che si manifesta anche in persone molto magre: stare a lungo con la schiena curva a livello lombare provoca una deviazione di un particolare muscolo chiamato psoas che influisce su tutti gli organi presenti nel bacino.
La posizione curva sposta il contenuto delle viscere in avanti e sposta verso l’esterno il grasso addominale che anche in minima quantità è presente in tutti gli organismi. Altri esempi sono, per le donne, il seno cadente o i glutei poco sodi.
Che fare? Basta sedersi con la schiena eretta (e farlo sempre) per migliorare i muscoli del pettorale.
Oppure camminare utilizzando i muscoli piccolo e medio gluteo. Ma bastano pochi mesi di cattive abitudini e purtroppo diventa molto difficile recuperare le giuste posizioni. Quando la postura errata è cronica e perdura da molti anni, poi, l’aspetto del corpo disarmonico può essere corretto solo con interventi di chirurgia estetica.
«Per questo motivo – raccomanda il professor Dini – è consigliabile una valutazione posturale sin dall’età dello sviluppo da ripetersi periodicamente ogni cinque anni».
E poi un semplice esercizio: mettere accanto uno specchio durante le attività di routine e studiarsi.
