La rivincita delle 'brutte': esser belle fuori non vuol dire essere anche buone
La bellezza non è sinonimo di bontà! Dagli antichi Greci alle favole della Disney, dalle icone della tv alle belle donne “comuni”, è ormai provato scientificamente che essere belle fuori non è speculare della bellezza d’animo. “Gli occhi sono lo specchio dell’anima”, secondo un noto detto popolare, così conferma anche uno studio pubblicato su “Psychological Science”, secondo il quale, tendiamo a percepire le persone più attraenti come anche più allegre, solari, socievoli, di successo e positive, rispetto a chi è di aspetto più bruttino.
Errore comune a uomini e donne. Lo stereotipo, però, si rivela una “bufala”. Ci sono tante “oche giulive” bellissime, rifatte, prosperose e ammaliatrici, che appena aprono bocca e si descrivono ti fanno cadere le braccia per l’inconsistenza di valori e di simpatia. Le più belle si dimostrano anche come le più “perfide”, perché consapevoli del proprio ascendente sessuale sul genere maschile. Il team di Lihi Segal-Caspi e Sonia Roccas della Open University insieme a Lilach Sagiv della Hebrew University di Gerusalemme ha esaminato in che modo si possano correlare alla bellezza fisica i tratti, ovvero gli elementi che descrivono come sono le persone, e i valori (cioè ciò che descrive quello che la gente considera importante).
Sono stati reclutati 118 studenti tra ragazze “cavie” e ragazzi “giudici” e sono stati sottoposti a un’indagine sui propri valori e sul proprio carattere. Agli uomini “giudici” è stato mostrato un video in cui compariva una delle ragazze “cavia” scelta a caso. La ragazza entrava in una stanza, camminava attorno a un tavolo e guardando la telecamera, leggeva le previsioni del tempo, uscendo infine dalla stanza. Ogni studente al termine del filmato doveva valutare tratti del carattere e aspetto fisico della ragazza comparsa nel video.
Ovviamente, quelle più belle sono state definite anche quelle dalla personalità e dal carattere migliore, con grande stupore però, degli stessi giudici, che si sono resi conto del proprio errore di giudizio, quando hanno ascoltato le descrizioni che ciascuna di quelle donne aveva dato di sé: donne conformiste, scontate e votate solo all’autopromozione di sé, dunque per nulla genuine e spontanee. Donne bellissime che al di là del bisturi hanno solo vuoto e invidia, perfidia ed arroganza. E’ proprio il caso di dirlo: “arriva la rivincita delle brutte, o meglio, delle donne belle dentro ed anche fuori!”.
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