La risposta e il colloquio che seguì, lo emozionarono profondamente, tanto che non avrebbe mai più scordato quel momento. – “Dottore” – disse – “spesso la mia mamma esce dalla stanza per piangere, nascosta nei corridoi. Quando io morirò, credo che rimarrà con molta nostalgia. Ma io non ho paura di morire. Sai, io non sono nata per questa vita”. – “Che cos’è la morte per te?” – Chiese il medico. – “Quando siamo piccoli spesso vogliamo dormire nella camera dei nostri genitori e al mattino ci svegliamo nella nostra camera, vero dottore?”. – “Sì, è vero” – rispose. – “Un giorno andrò a dormire e Dio verrà a cercarmi, e mi sveglierò nella sua casa. Quella sarà la mia vera vita”. Il dottore rimase impietrito, senza sapere cosa aggiungere, sorpreso dalla maturità spirituale di quella bambina. – “…E mia madre resterà con più nostalgia” – aggiunse. Emozionato, trattenendo le lacrime, il dottore chiese: – “Che cosa significa per te ‘nostalgia’ ?”. – “Nostalgia è l’amore che rimane”. Da allora il dottore non smise mai di pensare che quella era la migliore definizione che si possa dare alla parola ‘nostalgia’: la nostalgia è l’amore che rimane e non si allontana.

fonte: linkcuriosi.it