LETTA, TUTTE LE DONNE DEL GOVERNO: SU 21 MINISTRI SETTE SONO 'IN ROSA' -FOT

Ventuno ministri, otto senza portafoglio. Il governo Letta, come ha detto il premier, ha alcune caratteristiche immediate che saltano agli occhi. Il 'salto' generazionale rispetto al passato, l'assenza dei 'big' e la presenza femminile. Sono ben 7 le donne ministro. La più giovane Nunzia De Girolamo, classe '75; il più anziano, Saccomanni, 61 anni, unico nato negli anni Quaranta. Quanto agli equilibri tra le forze politiche di maggioranza: sono 8 gli esponenti del Pd (9 con il premier Letta), 5 Pdl, 2 Scelta Civica, uno dell'Udc e la radicale Emma Bonino, entrata anche nella top ten dei candidati 5 Stelle al Quirinale. I tecnici sono 3: Fabrizio Saccomanni, Enrico Giovannini, Anna Maria Cancellieri. Oltre a Filippo Patroni Griffi, sottosegretario a palazzo Chigi. I 7 del Pd sono: Dario Franceschini, Andrea Orlando, Graziano Delrio, Iosefa Idem, Maria Chiara Carrozza, Carlo Trigilia, Cecilia Kyenge, Massimo Bray, Flavio Zanonato. I 5 del Pdl: Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Nunzia De Girolamo. Per Scelta Civica ci sono Enzo Moavero e Mario Mauro. Gianpiero D'Alia dell'Udc. BEATRICE LORENZIN Beatrice Lorenzin, 42 anni, deputata per il Popolo della Libertà. Nata a Roma il 14 ottobre 1971, ha il diploma di liceo classico e prima di entrare al Parlamento nella compagine Pdl, era libera professionista.Già deputato nella precedente legislatura, è stata eletta nella circoscrizione XV (LAZIO 1). E' stata co-firmataria di una proposta di legge per la promozione dell'equilibrio della rappresentanza dei sessi nell'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia. Sulla fecondazione eterologa sì è espressa più volte per "non cambiare la legge 40". La sua carriera politica ha preso il via a Roma, dove è entrata nel movimento giovanile di Forza Italia nel 1996 per diventare l'anno successivo consigliere del XIII Municipio. Ha scalato rapidamente gli incarichi nel partito: nel 1999 è coordinatore regionale del movimento giovanile, nel 2001 è l'unica donna eletta nelle fila di Forza Italia al consiglio comunale di Roma e nel 2004 è a capo della segreteria di Paolo Bonaiuti, portavoce della Presidenza del Consiglio. Nel 2005 è coordinatrice regionale di Forza Italia e l'anno successivo è promossa coordinatore nazionale dei giovani del partito. Inoltre, è iscritta a Vedrò, il 'think tank' promosso dal neo premier. Su Facebook, la play listi dei preferiti dalla neo-ministro spazia dai Pink Floyd, The Police, Barry White a Rino Gaetano. In rete la si trova anche soprannominata la 'Meg Ryan' di Roma. Lorenzin presterà giuramento domani mattina su proposta del presidente del Consiglio Enrico Letta, insieme ad altre sei colleghe donne. ANNA MARIA CANCELLIERI Civil servant da 40 anni al servizio dello Stato, capace di ascoltare e soprattutto di decidere, in corsa per diventare la prima donna presidente Repubblica: Annamaria Cancellieri arriva al ministero della Giustizia dopo esser stata l'unica donna dal 1861, assieme a Rosa Russo Jervolino, a guidare il Viminale. Chiamata da Mario Monti a far parte del governo tecnico nel novembre 2011, il neo ministro della Giustizia e' laureata in Scienze politiche e si trova davanti un incarico tutt'altro che semplice, in un ministero sarà uno degli snodi cruciali per il governo delle larghe intese. Nata a Roma nel 1943, madre di due figli e nonna, Cancellieri ha avuto il suo primo incarico nello Stato 41 anni fa quando, nel 1972, fu nominata capo ufficio stampa della Prefettura di Milano. Nel capoluogo lombardo rimane vent'anni fino a quando, nel luglio del 1993, viene nominata prefetto e torna a Roma alla Direzione generale per l'Amministrazione e gli affari del personale. Poi altri 16 anni in giro per le prefetture d'Italia: prima a Parma come commissario del Comune; poi come prefetto a Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Quando nel 2009 va in pensione, Cancellieri resta meno di un anno a fare la nonna: a novembre viene nominata commissario del Teatro Bellini di Catania e nel febbraio 2010 il suo predecessore al Viminale Maroni la chiama a guidare, sempre come commissario, il Comune di Bologna, in seguito alle dimissioni del sindaco Delbono, travolto dal Cinzia-gate. Apprezzata da tutti, fu chiamata da una lista civica in appoggio al centrodestra che le propose di fare il sindaco. Lei ci penso su e poi rifiutò: "sono indisponibile ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale". Nel 2011 la chiamata al governo, con Monti che voleva quote rosa per il suo governo. Anche su questo aspetto la Cancellieri ha sempre avuto le idee chiare: ''io l'8 marzo l'abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perche' siamo molto meglio degli uomini''. Al Viminale il ministro ha dato una forte accelerazione all'aggressione dei patrimoni mafiosi e, prima volta nella storia, ha sciolto per mafia un comune capoluogo di provincia, Reggio Calabria. Un atto che non è mai piaciuto al Pdl. Ma al ministero Cancellieri ha dovuto affrontare anche alcune delle pagine piu' buie della polizia. Su tutte, le condanne definitive per il massacro della Diaz a Genova. "La sentenza della Cassazione - disse in quell'occasione - mette fine ad una vicenda dolorosa che ha segnato tante vite umane. Ma questo non significa che si debba dimenticare, anzi. Il caso Diaz deve restare nella memoria". Altra tegola per il ministro e' stata la fine della vicenda di Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso di botte durante un controllo di polizia, per il quale sono stati condannati 4 poliziotti. Uno di loro scrisse frasi contro la madre del giovane, Patrizia Moretti, e il ministro non esito' a definirle "vergognose e gravemente offensive", disponendo immediatamente un procedimento disciplinare. "Alla mamma di Federico - ha ribadito piu' volte - voglio dire che le siamo vicini, comprendiamo il suo dolore ed ha tutto il nostro affetto. Dobbiamo punire i poliziotti che sbagliano, le mele marce devono andare via. Ma la polizia e' un corpo sano". EMMA BONINO Dalle sfide legate alla contingenza, prima tra tutte il caso marò, a quelle della crisi finanziaria con la necessità di consolidare il ruolo dell'Italia sullo scenario internazionale. Passando per il ruolo di Roma nei grandi teatri di crisi ma anche in quelli tradizionali del Mediterraneo e nei paesi della Primavera Araba. Sono molti e complessi i dossier che attendono alla Farnesina Emma Bonino, nuovo ministro degli Esteri a capo della diplomazia iUn altro rettore alla guida del dicastero dell'Istruzione. Francesco Profumo passa il testimone a Maria Chiara Carrozza, dal primo novembre 2007 Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna. MARIA CHIARA CARROZZA Tra i due un altro elemento in comune: la formazione ingegneristica. Maria Chiara Carrozza e' in servizio come Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale (ING-IND/34) presso l'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Ha conseguito il PhD in Ingegneria (1994) presso la Scuola Superiore Sant'Anna e la Laurea in Fisica (1990) presso L'Universita' di Pisa. E' membro della IEEE Society of Engineering in Medicine and Biology (EMB) e della IEEE Society of Robotics and Automation (R&A). E' coordinatrice di diversi progetti finanziati dalla Commissione Europea, dal Miur e della Regione Toscana nel settore della Neuro-Robotica nel campo delle protesi di arto superiore e inferiore, dell'assistenza personale e della riabilitazione neurologica. Responsabile dell'Area Neuro-Robotica dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna (40 persone fra dottorandi, post-doc, e ricercatori), e' socia di due spin-off: Microtech Srl e Technodeal Srl. Nel suo curriculum numerosi incarichi a livello nazionale e internazionale.taliana. Tra i primi punti nell'agenda c'é di certo quello dei due fucilieri italiani: una vicenda complicata e intricata che ha rischiato di compromettere le relazioni italo-indiane e che dopo la decisione di rinviare i due militari in India, ora deve trovare una soluzione. Anche alla luce delle ultime decisioni della Corte Suprema di rimettere al governo indiano l'ultima parola sulle indagini e quindi - come aveva fatto sapere Delhi - affidarle alla Nia, la polizia antiterrorismo.
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