LINO BANFI E' DISTRUTTO: L'ATTORE DEVASTATO DAL DOLORE NON TRATTIENE LE LACRIME
Familiari, amici e parenti, uomini delle istituzioni. Tantissime le persone presenti alla camera ardente allestita in Campidoglio per Paolo Villaggio, il grande attore e scrittore italiano scomparso lunedì 3 luglio a 84 anni. In serata, poi il saluto alla Casa del Cinema di Roma, con la proiezione di alcuni suoi film. Da Lino Banfi a Enrico Montesano, Neri Parenti e il ministro Dario Franceschini, molti volti del mondo dello spettacolo e della vita pubblica hanno dato il loro ultimo saluto all'uomo che diede vita e volto all'eterno personaggio del ragionier Fantozzi. Le prime parole sono arrivate però dal figlio dell'attore, molto presente e disponibile in questi giorni per ricordare un personaggio simbolo di questi ultimi decenni italiani
Papà scherzando diceva sempre che non gli sarebbe piaciuto morire durante i Mondiali, perché altrimenti non se lo sarebbe filato nessuno. Quello che gli avrebbe fatto più piacere è questo: l'amore della gente. Stiamo decidendo perché torni a Genova, vicino ai genitori. Lui esorcizzava sempre la morte, ma credo ne avesse paura. Mi chiedeva spesso di non lasciarlo solo
Presente il regista romano Neri Parenti, che ha diretto spessissimo Paolo Villaggio al cinema. Parenti ha ricordato di un rapporto molto professionale che li legava, duraturo proprio perché fondato su questo rispetto reciproco: "Con Paolo abbiamo fatto 18 film insieme in 20 anni. Ci siamo frequentati solo per lavoro, forse è per questo che abbiamo lavorato insieme per tanto tempo. A cena saremo andati due volte". Tra i volti noti che lo hanno affiancato nella lunga carriera cinematografica Enrico Montesano e Lino Banfi, quest'ultimo co-protagonista di diversi film di successo con Villaggio, era visibilmente commosso al momento del passaggio al fianco della bara.
Un saluto a Paolo Villaggio anche dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: "È stato un grande intellettuale. Tutti noi lo ricordiamo per le grandi interpretazioni di Fantozzi ma in realtà Villaggio è stato molte cose. Villaggio – ha proseguito il ministro – si può definire veramente un grande intellettuale. Ci sono i personaggi comici che ci fanno ridere e ci sono quelli che entrano nelle nostre vite individuali e collettive. Villaggio è entrato in modo ironico e intelligente nelle nostre vite e sta entrando anche nelle vite delle nuove generazioni. Questo segna la grandezza del personaggio".
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