LISTA DI ATTESA TROPPO LUNGA: SOFIA SI UCCIDE A 14 ANNI

Quella che sembrava una drammatica storia di bullismo sfociata in tragedia si è rivelata in realtà qualcos’altro. Sofia Legg, 14enne di Cheddar, nella regione inglese del Somerset, si è suicidata approfittando dell’assenza della sua famiglia. I genitori e il fratello l’hanno trovata impiccata il 20 settembre dello scorso anno. Poche ore prima di quel gesto estremo la ragazzina aveva avuto una pesante lite con una compagna di scuola e anche per questo motivo si era pensato di ricondurre il suicidio ad una questione di bullismo adolescenziale. Sua madre Sandy però sin dal primo momento non ha mai creduto a quella versione ed è stata proprio lei con la sua testimonianza a rivelare una situazione gravissima di totale abbandono da parte delle istituzioni.

Da quando aveva 12 anni infatti Sofia soffriva di depressione con forti tendenze all’autolesionismo. La mamma si era resa conto della situazione e aveva deciso di ricorrere alle cure psicologiche attraverso il sistema sanitario nazionale britannico. Il medico che aveva visto Sofia l’aveva segnalata ai servizi per le malattie mentali di bambini e adolescenti. Qui però iniziano i problemi. Infatti quel medico si era sentito dire che la ragazzina non aveva i requisiti necessari per pensare a una terapia o a un ricovero forzato.


La situazione mentale di Sofia, però, continuava a peggiorare e gli episodi di autolesionismo erano sempre più frequenti. Qualche mese dopo la mamma chiese nuovamente aiuto. Questa volta Sofia fu visitata e i medici che prima l’avevano rifiutata decisero di assegnarla ad un programma specifico per i giovanissimi che soffrono di depressione. A quel punto però si presentò l’ennesimo problema. Per accedere alle cure c’era una lista d’attesa di almeno sei mesi. Sofia e la sua famiglia furono lasciate per l’ennesima volta da sole e, due mesi dopo, la ragazza si suicidò.


L’indagine giunta oggi a conclusione ha portato alla luce tutti gli errori di valutazione e i ritardi dei medici e delle istituzioni sanitarie che hanno avuto a che fare con Sofia e che avrebbero potuto evitare il tragico epilogo. La mamma ha commentato così: «Piangeremo sempre la perdita della nostra dolce e bellissima Sofia, che è stata tradita e abbandonata dal sistema. So benissimo che quello di mia figlia non è un caso isolato: in questi ultimi anni sono tanti i ragazzi che vengono abbandonati da quelle stesse istituzioni nate per proteggerli e aiutarli. Ora mi auguro semplicemente che tragedie come questa, tutte evitabili, non si ripetano più».

 

 

fonte: direttanews.it

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