Gualtiero Marchesi se n’è andato. Il grande Maestro della cucina italiana, lo chef che negli anni Settanta e Ottanta ha inventato l’alta ristorazione in un Paese abituato quasi solo alle osterie, si è spento nella sua casa di Milano, circondato dalle figlie Simona e Paola, dal genero Enrico e dai nipoti Guglielmo, Bartolomeo e Lucrezia. Ammalato di tumore, avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 19 marzo.
Marchesi è stato il primo in tutto, nel suo campo: il primo (in Italia) a innovare la tradizione, il primo italiano a prendere le tre stelle Michelin, nel 1985, e il primo (al mondo) a restituirle. Nel 2008, con una conferenza stampa per dire: «Ora basta voti, accetterò solo commenti». Nel 2004 ha aperto la scuola di formazione gastronomica più importante d’Italia, l’Alma di Colorno (Parma), per insegnare il mestiere ai giovani. «Un parto e una paternità», l’ha definita quando, pochi mesi fa, ha annunciato di lasciare il ruolo di Rettore per dedicarsi al progetto della Casa di riposo per cuochi, altro sogno a cui teneva molto. Una struttura ispirata a uno dei suoi miti, Giuseppe Verdi, che ne fondò una per musicisti nel 1889: quella per chef in pensione aprirà a Varese nell’autunno 2018.
I Premi
Nel 1986 diventa «Cavaliere della Repubblica», nel 1990 il ministro della Cultura francese Jack Lang lo insignisce dell’onorificenza «Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres», riconoscimento a cui ha sempre tenuto moltissimo perché per la prima volta la cucina veniva «riconosciuta come ambito culturale». La sua creatività gastronomica non si ferma e lui diventa uno chef -imprenditore: negli anni Novanta apre bistrot e caffè in Italia e all’estero, due ristoranti a bordo delle navi Costa Crociere, nel 2000 diventa presidente dell’associazione dei cuochi europei Euro-Toques.
Le stelle «restituite»
Nel 1993 chiude il ristorante di Milano e apre, in Franciacorta, il ristorante Relais&Chateaux L’Albereta, innovativo progetto di ristorazione e alloggio di lusso, che fino al 1996 conserva tre stelle ma nel 1997 ne perde una. Che non avrebbe più ripreso. «Poco male, a ogni stella che cade esprimo un desiderio», era stato il suo commento, come sempre ironico. Nel 2008 rientra a Milano per aprire il ristorante «Teatro alla Scala - Il Marchesino» e sceglie di rinunciare ai punteggi delle guide, tutte: della Michelin ma non solo. Indice una conferenza stampa e annuncia di non volersi più «soggiogare al giochino dei punteggi: mi riprendo l’autunno come stagione creativa invece di agitarmi per le guide». È stato il primo chef a restituire le stelle Michelin, in seguito moli altri avrebbero fatto come lui.