Nelle carte – secondo quanto riporta il Messaggero – c’è il racconto di chi incontrava gli Stival sulla strada di casa e di chi abitava a pochi metri da loro. “Nei pomeriggi in cui non lavoravo sentivo la Panarello urlare contro i suoi figli e una volta fu chiaro il rumore di sedie e altri oggetti sbattere per terra”, dice un vicino. Le parole più dure erano contro Loris: “Lo apostrofava con parole pesanti”.
“Un amichetto di Loris scappò spaventato” – La realtà drammatica è confermata anche dalle parole della mamma di un amichetto del piccolo Loris. La scorsa estate suo figlio andò a giocare a casa Stival, ma dopo dieci minuti scappò. “Era spaventato, disse che la mamma di Loris urlava sempre contro suo figlio, arrivò addirittura a definirla una pazza”. Un profondo malessere che conferma la personalità di Veronica descritta dagli inquirenti come “fragile”, oppressa dalle “problematiche irrisolte della famiglia di origine e dalla piatta quotidianità alla quale cerca di reagire”.
Quattro chili persi in venti giorni - C’è poi un ultimo dettaglio, agghiacciante. Riguarda proprio Loris e i suoi ultimi giorni di vita. “Era un bambino esile e con scarsa crescita”, si legge nell’ordinanza. Ma nell’ultimo mese prima del suo omicidio accadde qualcosa che aggravò la situazione. “Secondo le indicazioni della pediatra, in base alle visite fatte – scrivono i carabinieri in una nota del 12 dicembre – il peso di Loris era di 17,3kg il 24 settembre e 13,3kg il 13 ottobre”. Quattro chili persi in venti giorni.
