C’è una novità sconcertante nell’omicidio di un 60enne, Eugenio Tura De Marco, trovato morto nella serata di sabato nella sua casa a Salerno, ucciso dal fidanzato della figlia, Luca Gentile, al termine dell’ennesima lite.
Secondo quanto riferisce uno dei due legali del giovane assassino, Luigi Gassani, “il mio assistito era diventato l’oggetto del desiderio della vittima che si era invaghito di lui, nonostante fosse il fidanzato della figlia”.
L’avvocato ha proseguito: “Non è escluso che quest’ultima sapesse qualcosa in merito alle attenzioni del padre verso quel ragazzo del quale si era innamorata da circa un mese. Sembra convincente il fatto che, addirittura, il padre fosse andato in gelosia per non essere lui il destinatario di quell’amore”.
Durante l’interrogatorio, Luca Gentile ha ammesso di aver colpito il suocero al torace e alla schiena con due coltellate . Secondo il ragazzo, l’omicidio è stato compiuto per motivi dovuti a forti contrasti personali e caratteriali. L’assassino è stato portato nel carcere di Salerno.
Il legale ha rilevato: “La versione che il ragazzo ha fornito quest’oggi ai giudici è la stessa della confessione, ovvero che il padre della fidanzata nutriva per lui delle mire di natura sessuale. Si sarebbero incontrati nel quartiere, l’invito a salire per chiarire una volta per tutte la questione”. A quel punto ci sarebbero state “le attenzioni della vittima che avrebbe anche tentato di toccare i genitali al ragazzo mentre questo si trovava seduto e lui alle sue spalle. A quel punto Luca Gentile lo avrebbe colpito, ma mai per ammazzarlo”.
“Lo testimoniano le ferite riscontrate sul cadavere dell’uomo” – dice ancora Gassani – “Il mio assistito non lo ha mai colpito in direzione degli organi vitali ma sempre in zone periferiche. Purtroppo una di queste ferite, però, si è rivelata mortale avendo colpito il miocardio”.
L’avvocato ha avanzato richiesta di arresti domiciliari, misura “necessaria per preservare il ragazzo in questo momento di grande difficoltà per tutti”, e spiegato: “Il mio assistito soffre di epilessia e in quanto tale sicuramente ha una percezione alterata del pericolo. Inoltre, è stato appurato che la vittima fosse in uno stato di alterazione dovuta all’alcol e quindi, deduco, che il mio cliente abbia avuto paura e abbia solo tentato di difendersi”.