Le più belle gambe della «ligera» erano le sue, quelle di Didi Martinaz, l’ultima cantante della vecchia mala meneghina. Un personaggio di culto della Milano di un tempo, quella dei Gufi che lei ha visto nascere, di Nanni Svampa, del Derby dove si esibiva, di Enzo Jannacci, dei Navigli, di Brera e del «bel Renè», Renato Vallanzasca, che le regalava i fiori ogni volta che lei cantava la sua canzone preferita, «Lui andava col motorino».
Didi Martinaz, milanese di origini slave dall’età indefinita, giovedì se n’è andata, da tempo aveva problemi di salute e sapeva che ogni concerto e serata erano un regalo. Ci mancherà la sua allegria, la voglia di vivere e di raccontare con leggerezza la vita, anche quando si fa più dura del solito. A quell’artista che cantava le ballate di Dario Fo e di Milly, ma anche a quella donna che dietro il bancone del suo locale ha saputo, la notte, gestire artisti e balordi. Un saluto a lei e a quella Milano che ha amato tanto. Con le sue parole: «Anche se Brera sembra il centro di Nizza e un aperitivo costa come una cena con champagne, Milano è la mia città e sarà sempre nel mio cuore».

fonte: milano.corriere.it