Mamma, oggi muoio. Mi dispiace non poterti dare un ultimo abbraccio, non poterti guardare negli occhi e dirti che ti voglio bene. Ero qui, al concerto della mia band preferita, ero felice. Lo sai quanto ho lottato con le tue paure per venirci e quanto mi faceva ridere la tua eccessiva paranoia che potesse succedermi qualcosa.
Avrei dovuto ascoltarti, mamma. Sarei dovuta essere a casa a quest’ora e so bene che starai leggendo le notizie al telegiornale. Mamma, mi dispiace tanto doverti lasciare così, dover immaginare il dolore che stai provando, ma come potevo anche solo pensare che potessi morire in queste condizioni? Ho paura mamma, vorrei stringere la tua mano e sentire la tua voce.
Sono terrorizzata, ci sono degli uomini con uno strano fucile in mano e dicono qualcosa che nessuno di noi capisce. Non sembrano avere pietà nemmeno per I bambini che piangono.
Io non piango mamma, sono coraggiosa e lo faccio per te.
Sto cacciando fuori la grinta che non ho mai avuto e nemmeno una lacrima vedranno scorrere sul mio viso…
Io non piango mamma, sono coraggiosa e lo faccio per te. Sto cacciando fuori la grinta che non ho mai avuto e nemmeno una lacrima vedranno scorrere sul mio viso. Sarai orgogliosa di me? Mi vorrai per sempre bene? Tra poco sarà il mio turno. Che buffo, vero? Qualche giorno fa mi hai aiutata a studiare lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale ed io non potevo realmente capire quanto terrore potesse esserci mentre quei poveretti venivano fucilati a turno.
Mi sembra un brutto sogno, mamma. Tra poco sarà il mio turno e la sto vivendo come una ragazzina ebrea di sedici anni che va incontro al suo destino, solo per l’appartenenza ad una razza. E qual è la mia colpa, mamma? Quella di appartenere ai francesi?
La mia colpa è quella di appartenere alla razza umana, mamma. Sorrido all’idea che l’uomo distrugge un altro uomo e sembrerebbe una cosa utopica, ma è quello che ci sta capitando.
Oggi muoio mamma, ma con la pace nel cuore. Sono sicura che la mia morte, come quella di tutte queste persone, sarà la scossa che sveglierà l’umanità. Una scossa che non deve causare guerra, ma che dica “ehi basta, non c’è bisogno di tutto questo!” mamma, promettimi che un giorno sarai felice.
Promettimi che vivrai anche per me e che sari pronta a lasciarmi andare ad un semplice ricordo. Ti voglio bene mamma, da oggi tutto cambia.
13 novembre 2015, parigi