Maradona: ''In futuro? Voglio fare il Papa Oppure allenare il Napoli dopo Benitez...'' - Video
E adesso, Diego, cosa ti piacerebbe fare? «Il Papa». Sì, è ancora discretamente in forma Diego Armando Maradona, venuto a Milano per presentare «Non sarò mai un uomo comune», la nuova edizione del cofanetto da 10 dvd della Gazzetta dello Sport sulla vita del Pibe. Un cofanetto al quale se ne aggiunge un undicesimo, con 100 minuti di intervista che Maradona ha concesso a Gianni Minà.
RISCALDAMENTO - Benché stia per compiere 53 anni, per entrare in partita Maradona non ha bisogno di neanche un po’ di riscaldamento. Alla domanda su quanto è truccato il calcio di oggi, Diego risponde: «Con me c.t. l’Argentina l’ultima partita di qualificazione mondiale l’ha pareggiata» e non persa 3-2 in rimonta, come martedì scorso...
FIFA - Che la domanda sia facile o difficile, che gli faccia piacere o che richiami ricordi sgradevoli, non cambia niente: la sincerità è la stessa. Se la Fifa è (per lui) un disastro, è perché è in mano a «95enni che non sanno nemmeno guidare. E se uno non va in macchina per strada come fa a sapere cosa piace alla gente?». Il ricordo più bello del Mondiale 2010, in cui era c.t. dell’Albiceleste, non è un gol di Messi, ma le sue lacrime dopo l’eliminazione contro la Germania: «Quando siamo usciti dal Mondiale, ho sentito piangere lui, nessun altro».
LACRIME - Altre lacrime sono state quelle versate dalla sua famiglia, quando sembrava che Diego Maradona non potesse tornare dall’abisso in cui era precipitato: «Ho fatto piangere mia madre, le mie figlie, la mia compagna e tutti quelli che mi erano vicini, ma non mi sono mai portato dietro nessuno. Poi un giorno mia figlia mi ha detto “Babbo mia sorella sta male, non morire”». Per spiegare quanto intensamente quella frase l’abbia toccato, Maradona (genialmente) dice: «Dal capo al piede sinistro». A quel punto promise a se stesso «”mai più”. Fra quattro mesi saranno dieci anni che non prendo niente».
L’IDEA - C’è tempo quindi per pensare al futuro: a chiedergli cosa vorrebbe fare in futuro risponde (guadagnandosi l’ennesima ovazione): «Il Papa». Poi si fa serio - anche se forse mica scherzava - e dice che gli piacerebbe allenare il Napoli dopo Benitez, a conferma che continua a vedersi allenatore, anche se nessuno lo chiama «ma il mio numero è sempre lo stesso». Poi un aneddoto su Balotelli, che la dice lunga anche su Mario: «Giocava con l’ex di mia figlia» (che sarebbe il Kun Agüero...). «Mi ha mandato una foto di se stesso con un sigaro e il messaggio “Fumo anch’io gli Havana”. È stata la prima volta che ci siamo “parlati”».
CLASSE - Infine, due palleggi in cortile. Prima, incredibile a dirsi, imbarazzati. Ma poi arrivano un paio di tocchi d’esterno e un gioco sinistro-destro per sollevare il pallone che richiama l’antica classe. Quella, come la lingua tagliente, non passerà mai.
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