MASO MASSACRÒ NEL '91 I GENITORI: DA OGGI È LIBERO
Pietro Maso è un uomo libero. Dopo aver scontato 22 anni di pena per l'omicidio dei genitori avvenuto il 17 aprile del 1991 in provincia di Verona, pochi minuti fa è uscito dal carcere di Opera a bordo di un suv bianco guidato da un uomo. Sono venutI a prenderlo le due sorelle e un uomo.
VIETTI: PENA SCONTATA. ''Con tutto il rispetto per opinioni diverse qui non credo che alcuno si possa lamentare che non sia stata rispettata la legge''. Lo ha detto oggi a Milano il vicepresidente del Csm Michele Vietti a proposito del fine pena per Pietro Maso e il suo ritorno in liberta' dopo aver espiato 22 anni di carcere per l'omicidio dei genitori. Il vicepresidente del Csm ha poi aggiunto che ''se il prossimo Parlamento vorra' fare interventi per rendere la pena piu' efficace credo che sara' benvenuto''.
UCCISE I GENITORI PER L'EREDITÀ Si aspetta nuove polemiche Roberta Cossia, il giudice di Sorveglianza di Milano che ha firmato il fine pena per Pietro Maso, l'ex ragazzo, ora un uomo di 41 anni, diventato simbolo di una generazione senza valori per aver massacrato, quando non era ancora ventenne, i genitori Rosa e Antonio nella loro villetta di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona. Un delitto da 'Arancia Meccanica' per cui il giovane era stato condannato a 30 anni di reclusione, dei quali 22 scontati effettivamente per via dell'indulto e di 1.800 giorni di liberazione anticipata.
"UN CITTADINO COME TUTTI GLI ALTRI" Maso, infatti, da oggi è libero e, come dice il magistrato, è «un cittadino come tutti gli altri e così dovrà essere considerato». Uscito definitivamente dalla casa di reclusione di Opera per cercare, almeno questa è la speranza, «di ricostruirsi una vita e riacquistare un po' di serenità» a fianco della moglie Stefania, sposata nel 2008 dopo aver ottenuto, non senza una pioggia di critiche e proteste, la semi libertà e un lavoro. «Mi stupisco che ci siano ancora polemiche quando un condannato per un fatto comunque atroce - è il parere di Roberta Cossia - ha scontato la sua pena e torna in libertà. Il motivo per il quale ciò suscita un certo fastidio sta nell'istinto vendicativo, umano, per cui non viene tollerato che ci sia un fine pena».
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