L'hanno pestata, derubata, umiliata, derisa. Poi, come se non bastasse, hanno pubblicato un video e le foto del brutale attacco sui social in modo che, alle ferite del corpo, si aggiungessero anche quelle dell'anima.
In sei picchiano e scrivono un insulto sulla fronte di una ragazza, poi pubblicano le immagini su Facebook Alla vigilia di Natale, Cheyanne Willis, 19 anni, è stata condotta nel parcheggio di un centro commerciale nella periferia di Cincinnati, in Ohio, dal suo ex fidanzato, Quincy Gardner, per trattare l'acquisto di un'auto. Ma quando è arrivata lì ciò che la attendeva è stato un agguato in piena regola. La ragazza è stata trascinata fuori dall'auto dall'ex mentre ad attenderla, sul grande piazzale, c'erano sei ragazze (una delle quali conosciuta dalla vittima) che hanno iniziato ad aggredirla prima verbalmente e poi fisicamente. Cheyanne è stata sbattuta sul cofano di un'auto, poi è stata massacrata a calci e pugni. Per umiliarla ulteriormente le ragazze, strattonandola per i capelli, le hanno scritto un insulto sulla fronte con l'eyeliner.
Infine le hanno preso la borsetta, le hanno rubato 50 dollari, il cellulare, e le hanno distrutto la patente mentre la minacciavano di morte se avesse denunciato il fatto alla polizia. A nulla sono valse le suppliche e le lacrime della ragazza che implorava di essere liberata. L'attacco è stato filmato con un cellulare: non molto tempo dopo le immagini erano già sui social network. Adesso la ragazza, che è uscita da quell’incubo con svariati traumi, una commozione cerebrale e diverse contusioni, dice di vivere con la paura. Ha sporto denuncia alla polizia ma i suoi aggressori sono ancora fuori a vantarsi della “bravata”: solo il suo ex e una 21enne, Cheyenne Fisher, sono stati accusati di rapina. Fisher si è difesa raccontando che Cheyanne le aveva rubato la macchina e che si è solo difesa dall'attacco sferrato. «Non volevo combattere ma poi lei mi ha aggredita. Volevo solo riprendermi la mia mia auto – ha raccontato – Diceva che gliela avevo venduta, ma non avevo preso un centesimo. Ho anche denunciato il fatto alla polizia». Ma agli agenti non risulta nessuna denuncia e il video mostra solo l'attacco spietato su Cheyanne. «Non riesco a dormire, ho gli incubi – ha raccontato la vittima – Salto a ogni rumore. In quel momento volevo solo morire, avrei preferito mi avessero ucciso. Onestamente non voglio più vivere qui». Cheyanne si sta lentamente riprendendo, ma le cicatrici dell'anima saranno difficili da sanare.

fonte: leggo.it