È giunto al termine il lavoro della commissione internazionale d’inchiesta su Medjugorje presieduta dal cardinale Camillo Ruini e composta da 17 membri provenienti da tutto il mondo (cardinali, vescovi, teologi e psicologi, scelti tra i massimi esperti di mariologia e apparizioni). Si attende il verdetto finale del Papa sulla base delle ricerche condotte dagli esperti. Voluta da Papa Benedetto XVI quando era ancora in carica e dal segretario di stato, Tarcisio Bertone, la commissione ha indagato su uno dei fenomeni più insoliti e controversi della Chiesa cattolica: le apparizioni della Madonna di Medjugorje che attirano nel santuario della Bosnia Erzegovina milioni di pellegrini. Al punto che Medjugorje ha scalzato Lourdes dal podio del turismo religioso e solo nel luglio scorso ha celebrato 143.400 comunioni.
L’elemento che lascia alcuni perplessi sulla veridicità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje che si susseguono ormai da 34 anni, è la durata e che le stesse avvengano ad orari stabiliti. Certamente il fenomeno è singolare ma non è il primo caso registrato nella storia della Chiesa di così tante tante apparizioni nello stesso luogo e alle stesse persone (i 6 veggenti) vedi Laus in Francia apparizione riconosciuta dal vescovo locale e quindi dalla chiesa. C’è inoltre il presunto problema dei segreti che la Madonna ha svelato ai veggenti e che questi saranno rivelati secondo le direttive della Madonna stessa; a questi si aggiungono poi i messaggi pubblici della Vergine. La Commissione ha ascoltato veggenti, testimoni, esponenti delle autorità ecclesiastiche e ora ha stilato la relazione finale.
L’obiettivo del Papa non è quello di decidere se le apparizioni si possono considerare soprannaturali o no, visto che le stesse sono ancora in corso è quindi la chiesa non può pronunciarsi ufficialmente sul valore da attribuire ai messaggi di Maria. Ci sono diverse cose da sistemare: le tensioni che in questi anni hanno diviso la Chiesa della Bosnia Erzegovina e soprattutto il ruolo dei francescani che sono entrati nel cuore della popolazione è che sono i custodi della parrocchia di San Giacomo . Alcuni attribuiscono sia a Benedetto XVI che a Papa Bergoglio delle riserve su Medjugorje, espresse nel corso del loro pontificato ma che in realtà sono tutte da dimostrare.
Dalle prime indiscrezioni raccolte da Panorama sembra al contrario che la soluzione che la commissione avrebbe proposto al Papa sarebbe quella di riconoscere il santuario come semplice luogo di culto e di pellegrinaggio, ma di sottoporlo al controllo della Santa Sede. Senza quindi pronunciarsi in via definitiva sulle apparizioni

fonte: retenews24.it