Il ricovero di un bambino in rianimazione, in Italia, può essere deciso per alzata di mano. E’ accaduto in uno dei più grandi ospedali pediatrici pubblici di Milano poco prima di Natale, periodo in cui i vertici della clinica De Marchi sono abitualmente preoccupati per la chiusura del bilancio.
E’ capitato che alla richiesta di ricovero di un bambino egiziano di un anno, affetto da una immunodeficienza ereditaria molto grave che mette a rischio la sua vita ad ogni più piccola infezione, i medici si siano trovati di fronte a quello che potrebbe essere visto, dal di fuori, come un vero e proprio dilemma.
Lo ha riferito il Corriere della Sera spiegando che le cure a cui si sarebbe dovuto sottoporre il ragazzo avrebbero comportato lo sforamento del budget previsto per il reparto e che, proprio proprio per questo, sarebbe stata indetta una riunione per valutare il comportamento da tenere nei confronti del paziente.
L’ultima decisione dei dottori, che ha portato ad accettare il bambino, sarebbe addirittura stata presa per alzata di mano alla presenza di una decina di medici e di qualche testimone che, incredulo, ha poi riferito la vicenda.
Sebbene clamoroso, non si sarebbe trattato comunque di un caso isolato di Sanità costretta a fare i conti prima con le spese e, solo dopo, con le terapie dei propri pazienti. Lo stesso bambino aveva in effetti girato più cliniche prima di arrivare alla De Marchi e tutte avevano prestato le cure, ritrovandosi però a dover chiedere aiuto altrove all’aumentare dei costi.
Superato l’impasse della decisione comunque, in questo caso, il bambino è stato sottoposto alle cure che hanno sortito l’effetto sperato facendo migliorare, notevolmente il suo quadro clinico al punto da permettergli di sottoporsi al trapianto di midollo.
Non si può non fermarsi a riflettere però su cosa sarebbe potuto accadere se la maggioranza dei medici chiamati ad esprimersi sul suo destino avesse optato per una scelta diversa, magari perché condizionato da problemi di bilancio.