La metropoli pachistana (oltre 11 milioni di persone), Lahore, capitale della provincia del Punjab, vive da mesi l’incubo del rapimento dei bambini. La paura è che dietro ai sequestri dei minori ci sia un racket legato allo sfruttamento sessuale o, peggio, al traffico di organi. Secondo le indagini della polizia, la maggior parte dei ragazzi scomparsi viveva nel quartiere povero di Badami Bagh, sede del più grande mercato ortofrutticolo della città. Solo nel luglio scorso sono stati rapiti venti bambini e quattro di loro sono stati rinvenuti dalla polizia ormai cadaveri. Gli investigatori pachistani hanno detto che sul corpo di uno di loro, Umair Shafique, un bambino di soli sette anni, c’erano segni di violenza sessuale. Il padre ha rivelato ad AsiaNews che al momento del ritrovamento il piccolo era privo degli occhi. “Sono riuscito a identificarlo – il suo racconto drammatico – solo grazie ad una radiografia, dalla quale ho riconosciuto la frattura alla gamba sinistra che si era procurato l’anno scorso”. Nel Paese asiatico le scomparse dei bambini hanno riportato alla memoria il caso di Javed Iqbal, noto anche come “il Mostro Pakistano” un serial killer che uccise circa cento adolescenti proprio a Lahore. Iqbal venne arrestato nel 1999 e due anni dopo si suicidò in carcere.
Le autorità locali hanno intimato ai bambini di non uscire da soli e hanno istituito un database con le foto degli adolescenti scomparsi nel tentativo di ottenere informazioni utili al loro ritrovamento. Di fronte all'ondata di rapimenti, in tutto il Pakistan sta montando la protesta contro l’inefficienza della polizia. In luglio, i familiari dei rapiti hanno manifestato per le strade di Lahore chiedendo giustizia. E su Twitter è stato lanciato un hashtag #bringourchildrenback con moltissimi followers che criticano il governo del partito della Lega Musulmana del Pakistan di non fare abbastanza per fermare i sequestri dei bambini nel Punjab.
La polizia nega che dietro la scomparsa dei minori ci sia qualche banda organizzata e sottolinea come il lavoro degli inquirenti abbia portato al ritrovamento di molti di loro. Ma l’allarme tra la popolazione del Punjab rimane forte e in molti credono che a causare la sparizione di così tanti bambini ci sia il racket del traffico di organi. Lo pensa il presidente della Corte Suprema pakistana, Saqib Nisar, secondo il quale: “E’ stato messo in evidenza che tali rapimenti sono orchestrati con l'oggetto nefasto di estrarre gli organi vitali del corpo dei rapiti”. Non è il solo a sostenere che i minori finiscano nel mercato nero del contrabbando di organi umani. In Italia, Cristian Karim Benvenuto, presidente dell'Associazione Nazionale Italia Pakistan, ha denunciato in un post su Facebook che la ragione del rapimento di bambini sia proprio l’espianto degli organi.

fonte: fanpage.it