MORTO FRANCO CALIFANO: MUSICA IN LUTTO. IL 'CALIFFO' AVEVA 75 ANNI
Franco Califano è morto nella sua casa ad Acilia. Malato da tempo, era nato nel 1938.
Dopo Jannacci, un altro lutto colpisce il mondo della musica italiana. Franco Califano è morto. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma.
LE PAROLE DI BONOLIS «Mi dispace profondamente. Credo che non abbia terminato così come aveva iniziato. Credo che l'epilogo non sia stato all'altezza di come aveva iniziato: ha vissuto come un grandeur ma gli ultimi anni sono stati molto pesanti per lui. Quando l'ho frequentato ho capito che era un uomo di cuore. Ma ha vissuto oltre i limiti e questo non ti viene mai perdonato. Se non metti la divisa della persona perbene vieni additato a volte anche oltre il lecito. Credo che questa morte sia un sollievo per lui». Così Paolo Bonolis ricorda all'Adnkronos Franco Califano che aveva ospitato per due delle sue ultime apparizioni televisive nel 2010 a 'Ciao Darwin' su Canale 5.
FIORELLO: «ERAVAMO RINATI INSIEME» «Questa notizia di Franco mi ha lasciato basito, senza parole. Ieri Enzo Iannacci, oggi Franco Califano: una Pasqua da dimenticare per noi che facciamo questo mestiere. Sono due persone inimitabili, due artisti unici. Ma con Califano eravamo anche molto amici, ci volevamo proprio bene». Così Rosario Fiorello ricorda all'Adnkronos l'amico Franco Califano che aveva cointribuito dal 2000 a riportare in auge con le sue imitazioni. «La nostra amicizia è nata con la prima edizione di 'Stasera pago iò che coincise con una rinascita artistica per tutti e due. Io entravo in Rai ed era la mia ultima chance: se andava male quel programma mi ero detto che avrei smesso di fare tv. La prima puntata feci un gioco con una ipotetica manopola con cui cambiavo voce, partivo da Pino Daniele, passavo a Vasco Rossi e finivo con Califano: fece talmente ridere la parte di Califano che decidemmo di fare solo lui. In un modo in cui nessuno lo aveva mai imitato, perchè fino ad allora tutti parlavano di sesso. Io invece proposi il Califano che si svegliava di notte e mangiava qualsiasi cosa. Ebbe molto successo. Di questa improvvisa popolarità ne beneficiammo entrambi. Anche lui non era proprio in un momento esaltante. E fu molto felice», ricorda ancora Fiorello. «Così -prosegue lo showman- mi fece una telefonata a sorpresa. Lo sapevano solo gli autori. Io rimasi impietrito. E l'ultima puntata venne in studio e ci divertimmo moltissimo. Da lì in poi ci siamo visti tante volte, tantissime. Era una persona di una generosità enorme. Era un libro aperto, sempre schietto non ha mai fatto molto mistero di tutti i suoi eccessi. Ed aveva ancora progetti tanti progetti nonostante il brutto male che l'aveva colpito. E il necrologio più bello se l'è fatto da solo. Diceva che voleva sulla lapide una sola frase: non escludo il ritorno. E spero che i familiari lo facciano davvero».
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