L’insonnia e i disturbi del sonno cominciano a farsi sentire dai 25 anni in su. L’età con il massimo picco di persone con disturbi del sonno, va dai 35 ai 50 anni. La ragione risiede nel fatto che aumentano le preoccupazioni della vita di tutti i giorni, senza contare il fatto che il lavoro e i figli sono sempre questioni importanti che tolgono ore di riposo e salute.
Per questo occorre stimolare il sonno e un buon modo è quello di non assumere caffè almeno tre ore prima di andare a dormire.
E’ infatti risaputo che il caffè, a causa della caffeina, può fungere da eccitante e compromettere il sonno ma adesso arriva la ricerca del Medical Research Council’s Laboratory of Molecular Biology di Cambridge, pubblicata sulla rivista ‘Science Translation Medicine’. Il caffè non aiuta per niente a dormire perché rallenta l’orologio biologico interno. Un espresso doppio bevuto tre ore prima di andare a dormire posticipa di 40 minuti l’attivazione della melatonina, ormone che regola il ciclo sonno-veglia, rendendo più difficile addormentarsi.
Lo studio – I ricercatori hanno coltivato cellule esponendole alla caffeina mostrando come questa sostanza sia in grado di alterare gli orologi chimici in ogni cellula del corpo umano. I risultati possono contribuire a trattare alcuni disturbi del sonno, in particolare quelli delle persone che si svegliano, naturalmente, troppo presto, per aiutarle a rimettersi in sincronia con il resto del mondo.
Spesso le persone pensano di essere ‘schiave’ dei propri orologi biologici, programmati per svegliarsi troppo presto o tardi, mentre invece, con questa nuova importante scoperta, si potrebbero regolare i ritmi.

fonte: retenews24.it