In pochi sanno che per un’udienza con il papà bisogna avere un abbigliamento adeguato, un vero e proprio dress-code. Queste regole riguardano sopratutto le donne: proprio come in chiesa le spalle devono essere coperte, le gonne mai sopra il ginocchio e le scollature contenute. Per gli uomini invece sono banditi i pantaloni corti e il colore dell’abito non è sempre previsto dal protocollo.
Anche se Papa Francesco sembra stia cercando di modernizzare la chiesa, esistono molte “regole” antiche che vengono seguite, anche se non più “obbligatorie”, pesano molto. Come detto le donne devono seguire le normali regole che si usano per entrare in chiesa, ma oltre a questo c’è anche da rispettare il colore, che deve sempre essere nero, e bisogna coprire la testa con un velo, sempre nero. Sono bandite le borse di grandi dimensioni e i gioielli troppo appariscenti.
Per gli uomini il protocollo è più semplice, per incontrare il papà è di rigore l’abito scuro, ma si possono indossare anche i costumi tipici del proprio paese. Queste regole negli ultimi anni sono state infrante un po’ di volte: la moglie di Gorbaciov si presentò in rosso, la moglie di Blair (che fu molto criticata) si presentò in bianco senza velo.
La moglie di Blair fu molto criticata, ed il motivo in passato era molto importante. Il diritto di vestirsi di bianco davanti al Papa è riservato solo a regine e principesse cattoliche, davvero rare oggi, solo sette donne in tutto il mondo hanno tale diritto.
A oggi soltanto Charlene di Monaco, Regina Sofia di Spagna, la regina consorte Matilde del Belgio e la regina Paola del Belgio, la Granduchessa Maria Teresa di Lussemburgo e la principessa Marina di Napoli possono godere del cosiddetto “privilegio del bianco”. Bisogna sempre evitare di utilizzare colori sgargianti.
Ma secondo un’interpretazione rigorosa, il privilegio non dovrebbe spettare alle principesse di Monaco e Liechtenstein, ma Charlene usò l’abito bianco per incontrare sia Benedetto XVI che Papa Francesco.