E' arrivata nella notte al porto di Brindisi la nave anfibia San Giorgio con a bordo 212 naufraghi della Norman Atlantic e, si è appreso, anche cinque salme.
Le operazioni di sbarco richiederanno parecchio tempo anche se sulla banchina e nella strutture aeroportuali tutto era stato allestito per dare assistenza ai naufraghi che, se le loro condizioni lo permetteranno, saranno anche sentiti dalla procura. Sono indagati per naufragio ed omicidio plurimo colposi il comandante e l'armatore del Norman Atlantic, il traghetto andato a fuoco al largo dell'Albania. Sono saliti a 11 i morti, di cui tre italiani, mentre 427sono le persone salvate. Ma è giallo sui dispersi: 38 secondo la Grecia.
La prefettura ha reso noto che due naufraghi erano stati già portati in ospedale nel pomeriggio, dopo essere stati prelevati da un elicottero. A bordo della San Giorgio anche il comandante Argilio Giacomazzi che dopo lo sbarco potrebbe essere portato a Bari per essere sentito. Alcuni componenti dell'equipaggio sarebbero già stati ascoltati dagli investigatori che avrebbero raggiunto la San Giorgio e ora ascolteranno i naufraghi: si tratta di personale della Squadra mobile, della Polizia di Frontiera e dell'ufficio Immigrazione e della Digos della questura di Brindisi. Cinque medici hanno monitorato le condizioni dei naufraghi durante il viaggio: a parte la stanchezza sarebbero tutti in buone condizioni di salute. A terra ad attenderli un'altra equipe di sanitari già in contatto con i medici a bordo. I naufraghi saranno portati in diversi alberghi dove ad aspettarli troveranno i loro parenti. I membri dell'equipaggio saranno invece trasferiti a Bari.
Tre camionisti partenopei - secondo quanto si apprende - sono morti nel terribile rogo della nave. I tre camionisti erano dipendenti della ditta Eurofish. A riconoscere i corpi i familiari. I tre napoletani stavano portando a termine un trasporto di pesce per i cenoni di Capodanno. Questi i loro nomi: Giovanni Rinaldi 34 anni, Carmine Balzano 55 anni e Michele Liccardi 32 anni tutti sposati e con figli. I tre napoletani erano dipendenti della società EuroFish il cui amministratore, Pietro Avolio, è anche presidente del consorzio ittico napoletano. Le vittime lavorano presso la sede di Mugnano della Eurofish, società con sedi a Napoli, Volla, Mugnano e in Spagna. Gli uomini della Capitaneria hanno mostrato ai parenti dei trasportatori le foto di due corpi recuperati a poca distanza dal traghetto. I tre camionisti della EuroFish trasportavano regolarmente i prodotti sulla rotta Igoumenitsa-Bari a bordo dei traghetti della società SuperFast. In questo caso, però, hanno utilizzato la Norman partendo da Igoumenitsa con arrivo ad Ancona per questioni logistiche. I tre erano partiti in aereo il 26 con destinazione Igoumenitsa, lì hanno trovato i camion, hanno preso la merce (un carico di anguille) e si sono diretti verso il porto per salire a bordo del traghetto. L'arrivo era previsto per il 28 ad Ancona. I tre sarebbero morti per ipotermia. Dopo l'incendio i tre hanno chiamato Avolio (presidente della società EuroFish) dal gommone di salvataggio. Sarebbero infatti stati tra i primi a fuggire dalla nave. A causa del mare agitato il gommone si è ribaltato, facendo finire i tre in mare; poco dopo la morte per ipotemia. Questa è la ricostruzione più attendibile dei fatti. Al telefono con Avolio i tre hanno raccontato con parole di terrore quei momenti. Poco dopo la tragedia. Altri due morti. Intanto il team medico di nave San Giorgio della Marina Militare è intervenuto in un incidente su rimorchiatore Iliria, coinvolto nel traino del traghetto Norman Atlantic. Durante il traino la rottura del cavo di rimorchio ha colpito due marinai albanesi. Entrambi sono deceduti. L'Accusa. Il trentasettenne inglese NickChanning Williams era a bordo della Norman Atlantic, si è salvato e ora dalla sua casa nel Berkshire, lancia la sua accusa. Il giovane ha detto che lui e un gruppo di altri passeggeri hanno "Tentato di collegare cavi di traino da un rimorchiatore per il traghetto, ma l'equipaggio in quei momenti cruciali era irrintracciabile". Comandante interrogato per 5 ore. Ha risposto per cinque ore e mezza alle domande del pm Ettore Cardinali e degli ufficiali della Capitaneria di Porto di Bari, il comandante della Norman Atlantic, Argilio Giacomazzi è accusato di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. «Abbiamo chiarito ogni aspetto rispondendo a tutte le domande». Lo ha detto l’avvocato Alfredo Delle Noci, difensore del comandante del traghetto Norman Atlantic Argilio Giacomazzi che è stato interrogato nella notte a bari nel’ambito dell’inchiesta sul naufragio della nave. Giacomazzi è indagato insieme con l’armatore per naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.
A quanto si è appreso, le domande del pm Ettore Cardinali che coordina le indagini sull’incendio, si sono concentrate anche sulle procedure di sicurezza attivate dopo il rogo fino alle fasi di evacuazione. Il comandante ha spiegato di aver rispettato le procedure e di aver dato un primo allarme interno all’equipaggio perché verificasse l’entità dell’incendio e non creasse il panico tra i passeggeri, e solo in un secondo momento, come da procedure, l’allarme a tutta la nave.
