Un “sostegno a tutte le famiglie che hanno figli, a prescindere dalla tipologia di lavoro dei genitori”. E’ questa l’idea alla base del decreto legge Lepri in discussione in queste ore alla commissione finanze del Senato. In sostanza si prevede di raggiungere con l’assegno famigliare anche i figli dei lavoratori autonomi e degli incapienti. La base di valutazione sarà ovviamente l’Isee associato poi negli anni all’età del figlio. Infatti fino all’età di 3 anni l’assegno sarebbe più cospicuo, per ridursi poi tra i 3 e i 18 ed essere ulteriormente limato fino al limite dei 26 anni. Per quanto riguarda l’entità dell’assegno fino ai 30mila euro di Isee la cifra sarebbe uguale per tutti mentre scenderebbe nella fascia tra 30 e 50mila euro di soglia Isee. Il testo di cui si sta discutendo prevede anche l’innalzamento della soglia di 5mila euro per ogni ulteriore figlio a carico.
Il problema come spesso accade in iniziative di questo tipo sono le famose coperture. In questo caso stiamo parlando della necessità di reperire risorse per circa 23 miliardi di euro (19 quelli che già si spendono per i vari assegni famigliari esistenti, 4 quelli che si aggiungono con questo nuovo contributo). Nel testo le risorse vengono individuate “con i risparmi derivanti dall’eliminazione di molte misure oggi previste e con ulteriori risparmi di spesa così da prevedere una dotazione complessiva in incremento di due miliardi nel primo anno successivo a quello di entrata in vigore delle nuove norme e di 4 miliardi a regime”.

fonte: direttanews.it