Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin chiarisce che il Governo è al lavoro «ormai da più di un anno ad una ridefinizione del superticket in Italia in modo più equo». Sarà difficile eliminarlo perché costerebbe fino a 1 miliardo di euro. La soluzione sarebbe quella di ritoccarne i criteri di applicazione. In ogni caso non si tratterebbe solo di rivedere il superticket ma lo stesso meccanismo della compartecipazione alla spesa. Secondo princìpi di equità, solidarietà e universalismo senza ridurre il gettito finanziario di quasi 3 miliardi l’anno, di cui le regioni non potrebbero fare a meno.
Il superticket è un tributo, introdotto nel 2007 dal governo Prodi ma rimasto inapplicato fino al 2011. Esso prevede il pagamento di 10 euro di ticket su ogni ricetta per le prestazioni di diagnostica e specialistica. Ciascuna regione può decidere se e come applicarlo. Tant’è che alcune regioni hanno deciso di modularlo in base al reddito o al tipo di servizio, mentre altre, come la Valle d’Aosta hanno scelto di non adottarlo. Anche in Sardegna non si paga così come nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata. Il superticket invece si applica nel Lazio, nel Friuli Venezia Giulia, in Liguria, Marche, Molise, Abruzzo, Puglia, Sicilia e Calabria. In particolare, in Campania, Piemonte e Lombardia il superticket viene applicato in maniera progressiva. Funzionerebbe all’aumentare del valore della ricetta mentre viene modulato in base al reddito in Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana.
Non devono pagare il superticket – spiega StudioCataldi – bambini ed anziani con redditi familiari sotto i 36.150 euro annui, disoccupati, pensionati sociali e pensionati al minimo e i loro familiari a carico, con basso reddito, malati cronici e cittadini affetti da malattie rare in possesso dell’attestato dell’Asl, invalidi civili, di guerra, per lavoro e servizio.
Su questo fronte è impegnata Cittadinanzattiva. Partita la raccolta di firme (sono già oltre quarantamila) per chiedere l’abolizione del superticket. Accedere a risorse sostitutive del superticket è il vero problema. Dai numeri rilevati, servirebbero 834 milioni di euro, poca cosa rispetto agli 8 miliardi e mezzo per il fondo sanitario ai quali Governo e Regioni hanno rinunciato per gli anni 2017-2018.
In fase embrionale c’è anche un’ipotesi paradossale, L’introduzione di un nuovo ticket riservato a chi va a farsi curare al pronto soccorso e risulta in triage con codice verde, ovvero le urgenze minori che non interessano le funzioni vitali ma devono essere curate.